Il Governo va avanti ma si registrano spaccature al suo interno e intanto Atlantia risponde per le rime

All'orizzonte si profila uno dibattito senza sconti tra Governo e Autostrade per l'Italia, non solo per la tanto discussa revoca della concessione, ma anche per l'articolo che congela l'aumento delle tariffe autostradali, prevedendo uno slittamento per la loro ridefinizione da inizio 2020 a fine giugno.

Il punto più discusso del decreto Milleproroghe, infatti, prevede che la concessionaria a cui sia stata tolta la concessione per inadempienza debba risarcire i "danni derivati dal suo inadempimento" e che tale cifra venga scalata dal rimborso che gli spetta. 

Nel concreto 

Per fare un esempio prendiamo il caso Genova, frangente in cui Autostrade può essere chiamata a pagare il risarcimento dei danni provocati dal crollo del Ponte Morandi, venendo rimborsata della revoca dalla concessione con il "solo" pagamento relativo alle opere realizzate.

Un altro passaggio critico prevede poi che le nuove norme del Milleproroghe siano "inserite di diritto nei contratti e nelle concessioni autostradali, anche in quelli già in corso"

La reazione 

Non si è naturalmente fatta attendere la risposta di Autostrade per l'Italia (di proprietà di Atlantia, la holding della famiglia Benetton) che in un lungo comunicato stampa a risposto puntualmente alle voci provenienti dal Governo, sottolineando come la parte riguardante le concessioni inserita nel decreto Milleproroghe contenga numerosi profili di incostituzionalità e contrarietà a norme europee.

Per tale ragione la società sta valutando ogni iniziativa volta a tutelare i diritti della stessa in termini di legittimità costituzionale e comunitaria delle disposizioni normative in merito ai principi di affidamento, di libertà di stabilimento e di concorrenza, di proporzionalità e di ragionevolezza.

Naturalmente la nuova puntata dell'infinita querelle tra Atlantia e il Governo (specialmente il Movimento 5 Stelle e il suo leader politico Luigi Di Maio, mentre PD e soprattutto Italia Viva di Matteo Renzi sono molto più cauti) andrà avanti ancora per tanto tempo e la sensazione è che la fine sia ancora lontanta. Come poi terminerà non è possibile saperlo, ma è facile prevedere una guerra a colpi di carte bollate e giudici.