La Legge di Bilancio approvata alla Camera dà nuove indicazioni sul fringe benefit, premiando i modelli più green

Praticamente sul filo di lana il Parlamento ha approvato la Finanziaria, ovvero quell’insieme di leggi e decreti che dicono quanti soldi (e come) può spendere il paese nell’anno che viene. I temi toccati sono naturalmente numerosissimi e tra questi si parla anche di auto aziendali, da settimane sulla bocca di tutti per via del tira e molla del Governo inizialmente intenzionato ad aumentare a dismisura la tassazione sulle auto in uso promiscuo, per poi fare un passo indietro.

Ora è tutto nero su bianco e ci sono interessanti novità, eccole di seguito.

 4 scaglioni

Le auto aziendali in uso promiscuo (vale a dire utilizzate dal dipendente sia per lavoro sia in privato) saranno - come anticipato qualche giorno fa - suddivise in 4 fasce a seconda del livello di emissioni, con fringe benefit minore per i modelli più green e più alto per quelli più inquinanti.

Emissioni CO2 (g/km)

Fringe benefit

0 – 60

25%

61 – 160

30%

161 – 190

40% nel 2020, 50% dal 2021

> 191

50% nel 2020, 60% dal 2021

 

È chiaro quindi come il Governo voglia applicare alle auto aziendali la stessa filosofia già vista per Ecobonus ed Ecotassa, portando la tassazione massima al 60% per le auto con livelli di emissioni più alti, privilegiando invece aziende che scelgono modelli elettrici o ibridi (gli unici in grado di rimanere al di sotto della soglia dei 60 g/km di CO2.

Tempo fino a luglio

Al contrario di quanto scritto nella prima bozza la nuova legge sulle auto aziendali non sarà retroattiva, vale a dire che non verrà applicata a chi già in possesso di un’auto in uso promiscuo. La nuova disciplina infatti sarà valida unicamente per tutte le auto immatricolate a partire dal 1° gennaio 2020 e inserite nelle flotte a partire dal 1° luglio dello stesso anno.