Ricordato per il look futuribile, questo prototipo del 1970 è "scampato" ad un incendio nel 2019

Alta appena 93 cm e larga più di 200 cm, la Pininfarina Modulo non sembra proprio un’auto: ha il look di un veicolo venuto dal futuro, e fa lo stesso effetto oggi nonostante abbia debuttato nel 1970.

Ciò fa capire la grandezza del lavoro compiuto da Pininfarina, autore di questo straordinario prototipo (il disegno è di Paolo Martin), entrato nella storia e diventato l’archetipo dello stile automobilistico degli Anni ’70, perché da quel momento diverse supercar avrebbero seguito l’ispirazione del cofano anteriore sottile e discendente, del tetto ribassato e del profilo a cuneo: Lamborghini Countach su tutte, ma anche la Lotus Esprit.

Fotogallery: Pininfarina Modulo

Niente portiere: è il tetto a scorrere

Martin e Pininfarina riuscirono a disegnare una carrozzeria csì tanto ribassata grazie all’inusuale soluzione adottata al posto delle portiere, perché a bordo si accede traslando in avanti la struttura del tetto e dei finestrini laterali: i passeggeri devono calarsi a bordo, ma in compenso non ci sono portiere laterali che obbligano ad alzare la linea del tetto. Una soluzione a dir poco geniale.

Sotto la stupenda carrozzeria della Modulo c’è un altro capolavoro, ovvero il motore V12 5.0 della Ferrari 512 S, l’auto da gara con la quale il Cavallino partecipò nel 1970 al Campionato del mondo sport prototipi, dove sfida la temibile Porsche 917.

L'incendio? Colpa dello scarico

La Modulo è di proprietà dell’uomo d’affari e collezionista James Glickhenaus, che l’ha acquistata nel 2014 direttamente dalla carrozzeria torinese. Del restauro si è occupata la Manifattura Automobili Torino, la stessa dietro il progetto della New Stratos, che ha consegnato l’auto a Glickenhaus nel 2019.

A giugno la Modulo però se l’è vista brutta, perché un malfunzionamento dello scarico ha causato un principio d’incendio alla parte posteriore (foto sotto): la carrozzeria si è “sbruciacchiata”, ma le conseguenze dell'incidente non si sono rivelate gravi.