Il produttore americano svela al CES 2020 nuove tecnologie pronte per essere applicate a vari modelli

E’ dal CES 2020 che la parola “condivisione” inizia a diffondersi anche nel mondo della guida assistita e autonoma. A usarla è Qualcomm, colosso californiano dei microchip, che annuncia una flessibile piattaforma destinata ai costruttori che intendono acquistare un pacchetto completo di tecnologie per la guida assistita o autonoma, che in tal modo lo troveranno già pronto anziché svilupparlo internamente.

E' la Snapdragon Drive Pilot, composta da radar a breve e lungo raggio, una telecamera e un laser lidar, la cui particolarità - oltre ad essere scalabile - è quella di tagliare dalle 10 alle 20 volte i consumi energetici rispetto a una piattaforma rivale.

Dalla guida assistita a quella completamente autonoma

La Snapdragon Drive Pilot promette almeno la guida assistita di livello 2, ma può arrivare ai livelli 4 o 5: ciò significa che vale per le auto di oggi, quelle in cui il guidatore deve tenere le mani al volante, o per quelle di domani, anche se al momento non ci sono Paesi ad aver legiferato sulla guida autonoma.

E’ questo un ostacolo che frena la diffusione di evolute tecnologie per l’assistenza alla guida, perché le tecnologie sembrano pronte ma lo stesso non vale per le leggi. La Snapdragon Drive Pilot può essere utilizzata per le auto ma anche per i robotaxi.

Il sistema multimediale sempre aggiornato

Al CES 2020 il produttore americano svela inoltre il sistema Car-to-cloud, una piattaforma anch’essa pronta alla vendita per offrire servizi digitali alle auto connesse: sarà possibile aggiornare il sistema multimediale e altri servizi di bordo anche dopo l’acquisto, proprio come avviene per gli smartphone.

Qualcomm sta collaborando inoltre con alcune case automobilistiche per i servizi di comunicazione C-V2X, che fanno “dialogare” un’auto con altre vetture o con le infrastrutture stradali, informando in anticipo il guidatore su incidenti lungo il tragitto o ghiaccio sulla strada.