Giordano Biserni, presidente di Asaps, il portale della sicurezza stradale: "Più prevenzione e pene più deterrenti".

Sulle strade si muore facilmente. Lo sappiamo tutti, ma ce lo ricordiamo solo quando in una settimana perdono la vita due ragazze a Roma, otto giovani a Bolzano, altre due persone a Senigallia.

Sono incidenti “degni” di finire sulle prime pagine perchè hanno la proporzione della tragedia. Ed è un problema perché quando i morti ci sono lo stesso, ma l’incidente non fa notizia se ne parla poco e soprattutto, chi potrebbe fare qualcosa non batte un ciglio.

L’allarme va ben oltre il sensazionalismo della cronaca, come ci ricorda Giordano Biserni , presidente di Asaps, e si è trasformato in un problema culturale, educativo, ma soprattutto politico. Perchè i morti sulle strade non portano voti. 

I Giovani e lo "sballo"

C'è ad oggi un problema in Italia di percezione del pericolo che esiste nel bere e mettesi alla guida?

In Italia vi è un problema legato allo sballo di fondo. Vi è la considerazione che il bere ed il fare utilizzo di sostanze stupefacenti sia necessario per divertirsi. Si da scarso peso a quelle che possono essere le conseguenze mettendosi alla guida in queste condizioni. Non è un caso che vi è un incremento degli incidenti stradali - e delle tragedie annesse - durante i periodi di festa. Insomma, è tornato in auge quel fenomeno chiamato "stragi del sabato sera".

Come si è tornati a questo livello?

Dai 917 morti che si contavano nel 2001 nelle notti del sabato e della domenica, si era arrivati a poco più di 300 nel 2015 grazie ad una serie di interventi ben definiti: campagne di prevenzione, un controllo maggiore da parte delle forze dell'ordine, l'istituzione degli etilometri e sopratutto l'introduzione della patente a punti che si rivelò molto efficace come deterrente. 

Avevamo registrato un calo del 65% e questo ci aveva colpevolmente portato a sospendere il nostro osservatorio sulle stragi. Già nel 2018 però ci eravamo accorti di un cambio di tendenza, con un ritorno ad una crescita di queste situazioni. Cosi nel 2019 abbiamo deciso di ripristinare l'osservatorio sulle stragi, ed i dati raccolti fin dalle prime settimane erano veramente preoccupanti.

Cosa è accaduto in quest'ultimo lustro?

E' andata scemando la prevenzione e l'informazione nelle scuole, con spot e passaggi televisivi molto frequenti in televisione, e questo ha portato ad una perdita della percezione del pericolo. Come Asaps facciamo tantissime conferenze in giro per l'Italia durante l'anno, ed ovviamente sono pochissimi i ragazzi che troviamo presenti.

E' evidente, ai ragazzi va imposto nei banchi di scuola un discorso del genere. E' allora che nutrono anche interesse, come abbiamo riscontrato.

Il ruolo di scuola e istituzioni

E' un problema di "assuefazione"?

La scuola in questi anni non ha nemmeno ricevuto più una spinta continua da parte dello Stato. Quando fu introdotto per le scuole medie inferiori, il sistema per poter ottenere il patentino per i ciclomotori da 50cc si parlava di un primo passo importante, che sarebbe servito da trampolino di lancio per ulteriori step. Già, ma poi? Siamo rimasti fermi...

A livello istituzionale cosa manca? Perchè questo trend dal 2015 ad oggi?

Mancano gli investimenti: le pattuglie stradali sono diminuite in termini di controllo e addirittura non si hanno i fondi per revisionare gli strumenti di rilevamento dell'alcol nel sangue, gli etilometri. Questo per quanto riguarda tutto ciò che attiene alla fase deterrente, ma anche a livello normativo non è stato fatto abbastanza...

Misure più efficaci

Eppure è stato introdotto il reato di omicidio stradale

E' vero, tra l'altro con una gestazione molto lunga e complicata. Eppure le pene inflitte sono sempre comparate,in termini di durata, a quelle di un omicidio colposo. Il problema è che in questi ultimi anni sono state dette molte parole e realizzati pochi fatti.

Basti pensare che è passato un altro anno senza avere la mini riforma del codice della strada. Noi, come Asaps, abbiamo cercato di proporre pene ed elementi deterrenti molto più severi, ma sono sempre stati accantonati.

Può citare un esempio?

Avevamo proposto una legge che andasse ad intaccare fortemente quelli che sono gli elementi di distrazione alla guida. Ritiro della patente con sospensione da 1 a 3 mesi alla prima violazione per guida con il telefonino, ed il sequestro come "fermo amministrativo" dello smartphone per un mese. Poteva essere davvero dissuasiva. Ed invece, al netto di alcune parole, non se ne è fatto nulla.

Perchè però non si vuole riprendere in mano una situazione così complicata?

Esporsi in questa maniera a livello governativo non porta voti. E' un fatto anche culturale italiano. Ancora oggi l'omicidio o il furto vengono immediatamente associati mentalmente ad un concetto delittuoso, totalmente condannabile. Per un incidente stradale invece la situazione è sempre più fluida. Ci si divide, ci si schiera, si formulano ipotesi e congetture, tra le persone.

E' un problema solo politico?

Non proprio, anche di percezione culturale. Guardi l'ultimo esempio che ha visto protagoniste le due ragazze a Corso Francia a Roma. Vi è stato uno schieramento da uno o dall'altro lato al netto di quanto stabiliranno le indagini. E sa perchè? Perchè ci si immagina che un incidente del genere possa capitare a chiunque di noi. Ed allora, possiamo essere tutti Abele, ma anche tutti Caino.