La Casa francese punta forte su ibrido ed elettrico mentre il marchio rumeno vola con il GPL, e il diesel? "Non è finito"

Il Gruppo Renault brinda alle vendite record del 2019 e si prepara a un futuro sempre più elettrificato. Senza trascurare però le altre motorizzazioni, dal diesel fino al GPL, terreno di caccia di Dacia, che su quest’ultima alimentazione è diventata leader in Italia e vuole crescere ancora.

FCA? Nessun rimpianto. E il diesel resta importante

Nonostante l’incertezza che avvolge il settore auto, il dg di Renault Italia (e direttore Marketing Mondo), Xavier Martinet, ha grande fiducia nei prossimi anni e non vuole guardare alle mancate nozze con FCA come a un’occasione mancata.

Il manager sottolinea infatti che la priorità sono “le sinergie” all’interno del Gruppo, tanto con Nissan quanto con Dacia (e Alpine), per avere un’offerta che intercetti tutti i tipi di automobilisti. Così, ad esempio, Renault continuerà a puntare su elettrico e ibrido e Dacia sul GPL. Senza dimenticare il diesel: “È stato demonizzato – osserva Martinet – mentre invece ha ancora un futuro, specialmente per alte percorrenze e veicoli commerciali".

Renault Clio E-Tech

La sfida dell'elettrificazione e la "crisi" delle citycar

Dopo aver glissato (senza però smentire) sul possibile arrivo dell’ex Seat Luca De Meo al vertice di Renault, così come sulla vicenda Ghosn, il dg non si sbilancia sull’obiettivo di vendite delle nuove Clio e Captur ibrida e plug-in hybrid, limitandosi a prevedere una partenza più veloce per la prima. Centrale sarà il messaggio che riuscirà a passare agli automobilisti: “Bisognerà far capire che il costo totale di possesso è paragonabile alle auto a benzina e diesel”.

Fronte elettrico puro, Martinet non chiude la porta a una futura citycar a batteria, ammettendo le difficoltà per le segmento A termiche, Twingo inclusa, legate a una marginalità in caduta per effetto dei target dell’Europa sulle emissioni. La Casa conta di non finire sotto la scure delle multe per la CO2, ma il manager osserva che i requisiti sempre più stringenti aumenteranno il costo delle auto, finendo per creare un mercato a due o più velocità.

Dacia Sandero Streetway

Il ruolo di Dacia e la fine dei vecchi segmenti

In un contesto simile non sorprende quindi la fiducia riposta in Dacia, che con il suo “posizionamento unico”, secondo Martinet, “ha ancora enormi potenzialità”. E a proposito di posizionamento, il dg ha osservato che la divisione in segmenti ormai è sempre più labile, perché per intercettare le preferenze degli automobilisti le vecchie logiche sono state del tutto superate.

In questo modo, riassume il manager, un’auto come la Zoe nascerebbe come segmento B, ma di fatto poi ha le caratteristiche interne di una C, mentre un crossover come la Captur si incrocia fatalmente con la Scenic. Già, perché per Martinet SUV e crossover continueranno a fare sempre più numeri, creando non pochi grattacapi per limitare le emissioni.  

Dacia Duster fenomeno

L'impatto delle scelte politiche

E a rendere più complesso il quadro, almeno in Italia, ci si mette anche la politica. “Qui l’interlocuzione è più complessa rispetto ad altri Paesi”, nota Martinet, “mentre la cosa più importante sarebbe avere regole chiare e coerenza, anche per gli automobilisti, che sono sempre più disorientati”.

Discorso valido pure per gli incentivi alle elettriche: “Spero che a livello politico ci sia la reale voglia di sviluppare questo settore con agevolazioni che siano stabili e consistenti nel tempo”. Anche perché, in un mondo che vede le Case sempre più impegnate a offrire servizi di mobilità, secondo il manager “ci sarà sempre chi vorrà comprare l’auto”.

Renault Captur E-Tech

Un 2019 da record

A fronte di un mercato auto italiano in crescita dello 0,5%, il Gruppo Renault ha segnato lo scorso anno un +5,6%, registrando il suo record di immatricolazioni (219.237 unità). Allo stesso tempo, la quota di mercato complessiva ha raggiunto il 10,4%, livello più alto da 34 anni, che Martinet punta a mantenere. 

Pur con una flessione dei volumi del 7,4%, dettato verosimilmente dall’avvicendamento tra generazioni di Clio e Captur, la Losanga si è confermata il 4° marchio nel Paese dopo Fiat, VW e Ford, con Dacia a trainare il risultato di gruppo salendo dall’11a alla 9a piazza (la 4a posto se si considerano solo i privati).

Con 41.792 immatricolazioni, inoltre, Clio è la segmento B straniera più venduta in Italia, mentre Captur è il crossover più gettonato dello stesso segmento (oltre 32.100 unità). Dacia, dal canto suo, ha visto la Duster attestarsi come prima auto straniera (43.701 unità) e Sandero (35.340 unità totali) è la seconda auto straniera più venduta ai privati, con un mix GPL del 33%.

Fotogallery: Dacia Duster GPL - Prova su strada