La Casa coreana si lancia nell’elettrificazione di massa, guardando anche ai servizi di mobilità per il proprio futuro

Proprio nel giorno in cui Toyota mostra tante novità di prodotto e non solo, puntando alla leadership nel mercato delle auto elettriche, un altro costruttore orientale presenta i propri piani futuri che seguono la stessa ricetta del colosso giapponese: elettrificazione di massa e servizi di mobilità. A farlo è Kia che, nel quartier generale di Seoul, ha presentato “Plan S”, strategia che la vedrà lanciare 11 nuove auto elettriche entro il 2025, con la prima prevista per il 2021. Ma non è che una tessera nel puzzle che la Casa coreana sta assemblando.

Fotogallery: Kia Futuron concept

Elettrica nativa

A ben guardare Kia è già ben inserita nel mondo dell’elettrificazione, con Niro – disponibile full hybrid, plug-in e 100% elettrica – e la e-Soul. Modelli che però non sono nati per ospitare unicamente motorizzazioni a zero emissioni e rappresentano quindi un compromesso. Cosa che non succederà con il modello in arrivo nel 2021, nato elettrico e quindi libero dai vincoli che auto a combustione comportano.

Non ci sono dati o indiscrezioni, ma è facile intuire come (con ogni probabilità) si tratterà di un SUV, magari compatto. Un’elettrica che farà da apripista a una “invasione” a emissioni zero, con altri 10 modelli in arrivo entro il 2025 e per i quali Kia investirà 29 trilioni di Won (circa 22,5 miliardi di euro).

Auto di taglie differenti per coprire gran parte del mercato e accontentare i gusti di tutti gli automobilisti, per raggiungere le 500.000 auto elettriche vendute entro il 2026 e ottenere una quota di mercato a emissioni zero pari al 66%. Ma la Casa coreana pensa anche a chi l’auto non la vuole comprare.

Mobility as a service

La strategia di Kia infatti prevede non solo di continuare a vendere auto, ma anche di offrire servizi di mobilità con flotte di PBV (Purpose Built Vehicle), vale a dire veicoli elettrici a guida autonoma o semi autonoma per differenti utilizzi, come ad esempio flotte di car sharing, furgoni per le consegne e via dicendo.

Una mobilità che, come già visto con Hyundai (gruppo di cui Kia fa parte) al CES avrà bisogno di HUB specifici, ovvero luoghi dove i PBV potranno ricaricarsi e stazionare in attesa di portare in giro persone o merci.