In No time to die compare anche la nuova generazione del fuoristrada inglese, modificato dal reparto SVO

Quello tra James Bond e le auto è un legame che va avanti dal primo film dedicato alla spia più famosa del mondo ed è andato avanti imperterrito, con modelli sportivi e non solo ad accompagnare 007 e i suoi nemici in sempre più incredibili inseguimenti. Una consuetudine che continua anche in “No time to die”, venticinquesima pellicola della saga, in uscita in Italia il prossimo aprile, dove al fianco di Daniel Craig ci saranno tante protagoniste su ruota, compresa una grande anteprima: la nuova generazione del Land Rover Defender.

Fotogallery: Nuova Land Rover Defender, quella di James Bond dal vivo

Make up per il cinema

Un debutto in grande stile per il nuovo fuoristrada inglese, arrivato dopo una lunga attesa, profondamente cambiato nello stile e nella meccanica, abbandonando longheroni per adottare una monoscocca in alluminio. Una rivoluzione che ha fatto discutere ed è stata messa a dura prova dagli stunt man responsabili delle scene d’azione in No time to die, con evoluzioni e scorribande che hanno agitato e mescolato per bene il nuovo Defender, sotto (e dentro) il quale si nascondono molti segreti. Segreti che si possono toccare con mano all’ingresso dell’hotel Le Massi di Courmayeur, col quale la filiale italiana della Casa inglese ha una partnership.

Tutti gli esemplari del fuoristrada inglese utilizzati nel film sono passati prima per il reparto SVO di Land Rover, lo Special Vehicle Operation responsabile di tutte le versioni speciali dei modelli di Coventry. Vere e proprie one off come la Range Rover cabrio donata alla Regina Elisabetta II o la Sentinel, versione corazzata del grosso SUV inglese. Questa volta però dietro le richieste di trasformazione – estetiche e meccaniche – sono state più profonde del solito.

Ci sono ad esempio paraurti anteriore modificato, l'immancabile verricello, sospensioni rinforzate e rialzate, pneumatici specifici per il fuoristrada e motore (il 4 cilindri diesel) modificato per avere più coppia e potenza. Anche dentro ci sono sostanziali modifiche: sedile sportivo firmato Sparco, una sbarra in ferro che spunta dal tunnel centrale e serve per agire sul freno a mano idraulico, fusibili a portata di mano per disinserire al volo i sistemi di assistenza alla guida e una roll cage per aumentare la rigidità.

C’è anche quello normale

Ma perché proprio Courmayeur è stata scelta come location per mostrare il Defender che darà del filo da torcere a James Bond? La risposta è semplice: come sempre più spesso accade a brand premium anche Land Rover approfitta dell’inverno per trasferirsi in famose località sciistiche, per offrire ai propri clienti per vivere esperienze sulla neve a bordo della propria gamma.

Esperienze che nel caso di Land Rover prendono il nome di “Above&Beyond Tour” e che vedono la località valdostana come centro nevralgico, con la possibilità di provare i SUV inglesi in varie condizioni come una speciale pista innevata o affascinanti percorsi in offroad. 

E per chi non lo avesse ancora visto dal vivo c’è la possibilità di girare intorno al nuovo Defender, sistemato all’ingresso della speciale lounge (in via Roma 88) allestita da Land Rover, al cui interno – tra un aperitivo e un cocktail – si può girare in un’atmosfera arredata con numerosi articoli firmati Jaguar – Land Rover. E chi ama la cucina stellata può fare una sosta al Petit Royal, ristorante all’interno del Grand Hotel Royal e Golf, guidato dal giovne chef Paolo Griffa, ambassador del Gruppo e premiato proprio quest’anno con la sua prima stella Michelin.

Fotogallery: Land Rover Above&Beyond Tour