Mike Manley, numero uno di FCA, ha dichiarato che le trattative continuano e non ci dovrebbero essere ostacoli

Primo trimestre del 2021: ecco quando, secondo le parole di Mike Manley, verrà definitivamente perfezionata la fusione tra FCA e PSA, dalla quale nascerà il quarto gruppo automobilistico mondiale. Un cammino lungo ma, sempre secondo quanto detto dal numero uno di FCA a margine di una conferenza a Bruxelles, che procede senza intoppi e non dovrebbe incontrare ostacoli durante i prossimi mesi.

Fusione tra snelli

Tutto va avanti in maniera spedita quindi e a chi ha chiesto se e quanti stabilimenti verranno chiusi o per lo meno ridimensionati, Manley ha sottolineato come “sia FCA che PSA hanno una reputazione di essere molto snelle". Per il manager statunitense quindi un ulteriore snellimento “non è un obiettivo chiave". Questo perché dalla fusione tra FCA e PSA "la maggioranza delle sinergie verrà da piattaforme che verranno messe insieme, dall'aumento dei volumi prodotti dalle stesse piattaforme, dalle sinergie negli acquisti. Quello è il vero focus per noi".

Piattaforme che daranno vita a numerosi modelli dei vari brand, scalabili ma non globali. Secondo Manley infatti quello di piattaforma globale è un concetto nobile ma inapplicabile, in quanto ogni mercato ha esigenze differenti e creare una base che riesca ad accontentarli tutti è una chimera.

Naturalmente è ancora troppo presto per capire quali modelli nasceranno (o rinasceranno) dalla fusione tra i 2 gruppi, anche se quella di poter rivedere la Fiat Punto è più di un’idea. Bisogna però dare tempo al tempo e attendere almeno i 12 – 14 mesi dichiarati da Manley per poter avere le idee più chiare.

Mercato europeo in calo

Manley non ha parlato unicamente di FCA e PSA ma, in qualità di presidente dell’ACEA, si è soffermato sulle previsioni di vendite per il 2020 in Europa. Previsioni che danno un calo del 2% rispetto al 2019, dopo 6 anni di segni “+”.

Un calo che preoccupa e che dovrebbe però trovare un aiuto nel “Green New Deal”, ovvero l’insieme di azioni – proposte dal Partito Democratico statunitense – per contrastare il cambiamento climatico. Secondo il manager inglese infatti la svolta verde ci vorrà un corposo pacchetto di incentivi per passare all’elettrico, così da abbattere i prezzi ancora alti e rinnovare il parco auto circolante.

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