Il CEO FCA e presidente ACEA ha illustrato il piano Automotive all'interno del green deal, ma chiede aiuto alla politica

Il 2020 sarà un anno cruciale per l'economia dell'automobile, con la previsione da parte di ACEA, l'associazione europea dei costruttori di automobili, di una prima flessione delle vendite di automobili in Unione Europea. Una sfida determinante da affrontare, al netto del processo di transizione che dovrà portare il mondo dell'auto verso le zero emissioni. Questo il sunto di quello che è il pensiero di Mike Manley, Presidente ACEA e ad di FCA.

"La buona notizia è che si tratta di una strada da percorrere insieme e che sarà possibile raggiungere le zero emissioni entro il 2050". Per Manley però non sarà un cambiamento indolore, e che prevederà dunque "profondi cambiamenti nei prossimi decenni".

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Niente limiti sulle tecnologie

A tal proposito, lo stesso Manley ha lanciato un piano in 10 punti dell'industria automobilistica europea per contribuire alla messa in atto di quello che viene definito Green Deal europeo.

Punto fondamentale ex ante è sicuramente quella di un percorso, di una scelta strategia che sia valevole per tutti. Dunque "i responsabili politici dovrebbero aiutare a ottenere i migliori risultati possibili, rimanendo neutrali rispetto allo sviluppo di tecnologie".

In altre parole, quello che il 55enne di Edenbrige ha voluto sottolineare, è la non intrusione della politica sul divieto di tecnologie specifiche o sull'utilizzo di veicoli che possono comunque ridurre Co2.

Reti di ricarica e rifornimento

Per Manley, che nel discorso non parla però in termini di inquinamento di particolato, tra i punti da sviluppare, vi è anche quella della rete di ricarica e - contemporaneamente - delle stazioni di rifornimento di carburante.

Questo è "uno degli elementi più importanti per raggiungere la neutralità del carbonio". Sempre secondo ACEA, per poter mantenere un'accessibilità al pubblico, servirà uno sforzo da parte della Commissione europea che "dovrebbe utilizzare l'accordo verde per rafforzare la competitività globale della nostra industria".

Quanta energia si disperde in ricarica?

La politica supporti l'auto

La richiesta dunque, è piuttosto chiara e risuona quasi come un campanello d'allarme: se la classe politica non sosterrà il settore automotive in una fase che si preannuncia dura e complicata, si andrà in sofferenza. Un richiamo ad una compattezza ed un'unione d'intenti all'interno di quello che è il grande percorso stimato del Green Deal europeo.

"Nel momento in cui la nostra industria sta intensificando enormemente gli investimenti in veicoli a emissioni zero, il mercato è destinato a contrarsi - non solo nell'UE ma anche a livello globale - quindi la transizione alla neutralità del carbonio deve essere gestita molto bene dai responsabili politici".