La guerra alle emissioni mette a rischio le auto piccole? Risponde Andrea Crespi, ad Hyundai Italia, che punta sull'i10 a benzina

La presentazione italiana della nuova Hyundai i10, che abbiamo già provato per voi, ha offerto l’occasione per porre l’accento sulle prospettive del segmento delle city car. Molti modelli appartenenti a questa fetta di mercato stanno sparendo a causa del difficile equilibrio tra la necessità di abbattere le emissioni e quella di far rientrare i costi delle tecnologie necessarie in un prezzo di acquisto che, trattandosi di city car, deve essere economico.

Fotogallery: Nuova Hyundai i10

Quindi, sebbene il segmento A valga il 16% del mercato italiano in termini di vendita, la poca marginalità che hanno le Case su questi modelli fa si che alcuni costruttori stiano evitando di concentrare i loro sforzi nella produzione delle city car. Persino FCA, come dichiarato il CEO Mike Manley, potrebbe scegliere di abbandonare un segmento finora fondamentale.

Abbiamo affrontato il tema con Andrea Crespi, Managing Director di Hyundai Italia, per capire come le Case automobilistiche, impegnate a soddisfare le nuove normative sulle emissioni, si stiano muovendo in direzioni anche molto diverse.

L’importanza del segmento A

Qual è il punto di vista di Hyundai rispetto a questa rivoluzione in atto?

“Se guardiamo il parco circolante di Hyundai in Italia, la i10 è la vettura più presente sul mercato con il 20% della mix delle vendite in Italia. È difficile pensare di doversi privare di un prodotto ancora così richiesto. Per questo motivo, abbiamo deciso di dare continuità al modello rinnovandolo e aggiornandolo il più possibile con miglior abitabilità, sicurezza attiva di serie e infotainment di segmento superiore.”

Cosa ne pensa della scelta di alcune Case che hanno deciso o che stanno valutando l’ipotesi di abbandonare questo segmento?

“Ci sono tantissimi fattori tecnici e strategici che influenzano le scelte ma all’atto pratico chi sta abbandonando o abbandonerà questo segmento lascerà di fatto i propri clienti privi di un prodotto importante e aprirà opportunità in più per chi invece intende rimanerci. Hyundai punta sia a fidelizzare chi già possiede una i10 sia a conquistare gli automobilisti che cercano ancora una vettura ideale per la città ad un prezzo accessibile e in linea con gli standard in termini di efficienza energetica ed emissioni di CO2.”

Dunque, Hyundai sta andando controcorrente rispetto ai principali concorrenti?

“È proprio così. Alcuni hanno scelto di non offrire soluzioni rinunciando al prodotto, altri hanno virato verso l’elettrico. Sicuramente molti clienti andranno in quest’ultima direzione ma molti altri probabilmente non sono ancora pronti per questo cambiamento. Ecco perché noi abbiamo preferito cercare di dare una risposta decisa alle richieste del mercato mantenendo nella gamma un modello rinnovato ma coerente.”

2020 Hyundai i10

Le sanzioni nascoste dietro l’angolo

La rinuncia di molti costruttori è dettata dal timore delle sanzioni in vigore dal 1°gennaio 2021 per modelli con emissioni di CO2 superiore ai 95 g/km. Ci saranno problemi per Hyundai da questo punto di vista?

“In realtà Hyundai non prevede di incorrere nella multa: la normativa prende in esame una media di emissioni di flotta e grazie all’ampia gamma di modelli elettrificati a listino che prevediamo di vendere con buoni volumi ci aspettiamo di riuscire ad essere abbastanza tranquilli da questo punto di vista.”

La nuova i10 ha valori leggermente sopra il limite anche nella versione a basse emissioni, nel vostro caso saranno quindi compensate dai modelli elettrificati?

“La i10 sarà prodotta solo a benzina ed ha a disposizione una versione Eco Pack ( con 97 g/km invece di 114-126 g/km) con cerchi da 16” e omologazione 4 posti, che si avvicina all’obiettivo. Ma il valore medio di CO2 della gamma di modelli venduti, considerando anche le novità del 2020 che faranno salire il livello di elettrificazione all’80%, sarà complessivamente più basso.”

2020 Hyundai i10 N Line

I piani futuri di Hyundai

Dunque, ad oggi la strategia di Hyundai permetterà di rimanere quasi sicuramente all’interno del limite massimo. Dal 2024 però quest’ultimo verrà abbassato ancora e pochi anni dopo ancora più in basso. A questo proposito, quali sono i piani di Hyundai?

“Uno dei fattori più importanti da considerare è la previsione sull’evoluzione del mercato, osservando quali segmenti stanno cambiando già oggi volumi di vendita in base all’alimentazione. Ci sono determinati segmenti che fanno fatica da questo punto di vista soprattutto per i costi. L’avvicinamento sarà continuo ma lento. Hyundai, come abbiamo già detto, sta guardando ad una strategia più ampia che coinvolga tutti i modelli. L’obiettivo è comunque migliorare sempre di più la tecnologia dell’alimentazione elettrica, aumentando l’autonomia e diminuendo i tempi di ricarica.“

E per il segmento A?

“Per la categoria delle city car stiamo valutando se inserire motorizzazioni elettrificate oppure rimanere sul termico e aumentare le soluzioni in gamma. Il primo caso, al momento, andrebbe a diminuire ulteriormente la marginalità sulle vendite oltre ad aumentare il prezzo di listino per vetture che devono essere accessibili con prezzi d’attacco interessanti.”

Nuova Hyundai i10

Il Paradosso

Ed eccoci al punto-chiave: per abbassare la media delle emissioni, le Case vengono spinte a puntare sull’elettrificazione, che tuttavia comporta costi maggiori e dunque prezzi in aumento con cui si rischia di compromettere competitività e anche margine di utile sulle vetture più economiche e accessibili. Come si affronta tutto questo?

“Tutti vogliamo abbassare la CO2 e penso che le Case automobilistiche stiano facendo passi da gigante in questa direzione. Però bisogna sempre tenere conto delle volontà dei clienti e delle infrastrutture che ci circondano. Non pretendiamo di dare una soluzione definitiva spingendo sull’alimentazione tradizionale ma crediamo che in questo modo siamo ancora in grado di offrire al cliente la possibilità di scegliere in base a quello che più gli si addice in termini di caratteristiche del veicolo e di prezzo.”

2020 Hyundai i10

Le normative e la situazione in Italia

Le normative sempre più stringenti si basano sulle emissioni prodotte dalle vetture durante il loro utilizzo (tank-to-wheel) ma senza considerare le fasi antecedenti di produzione. Quanta voce in capitolo hanno le Case automobilistiche, quanto possono interagire con le Commissioni che definiscono i limiti da rispettare?

“Ci sono sedi e associazioni delle Case costruttrici che possono interagire a livello europeo come interlocutori del legislatore. Il processo di transizione che stiamo vivendo favorisce sempre di più la ricerca e lo sviluppo di tecnologie che possono migliorare anche quelle che sono le emissioni prodotte nella fase antecedente (well-to-tank, ossia la produzione del carburante o dell’energia). Ma questo percorso non è immediato. Se si ha a disposizione una tecnologia che può garantire emissioni tank-to-wheel nulle allora è giusto utilizzarla come primo passo per far partire il sistema e in secondo luogo garantire una continua evoluzione dei sistemi utilizzati.”

Qual è la situazione della mobilità sostenibile in Italia secondo lei?

“Prima ancora di chiedersi se è meglio l’elettrico o no, bisognerebbe capire veramente cosa vuole l’Italia a livello di mobilità nazionale prefissando obiettivi, target da raggiungere in termini di emissioni e stabilire una strategia comune a livello nazionale sia nei piccoli paesi sia nelle grandi città. Questo porterebbe più chiarezza nei consumatori ma anche più risultati. I punti chiave per buona riuscita rimangono: il non fermarsi mai nell’evoluzione tecnologica, il proporre e promuovere soluzioni e avere strategia chiara e precisa.”