Riduzione dei costi, sicurezza, sostegno nella società: questi i capisaldi per arrivare al boom

L’idrogeno è considerato il carburante del futuro, perché il nostro pianeta ne è ricchissimo (si trova nell’acqua) e non genera emissioni allo scarico: attraverso le celle a combustibile, di cui sono dotate le auto fuel cell, è possibile sfruttarne la reazione con l’ossigeno per generare energia elettrica.

I tempi però non sono ancora maturi, ma qualcosa si sta muovendo affinché l’idrogeno inizi a farsi strada. A dimostrarlo è l’ultima riunione dell’Hydrogen Council, composto dagli amministratori delegati di 60 aziende al mondo nel campo dell’idrogeno, che ha definito i passaggi chiave per arrivare ad una società basata sull’idrogeno.

La sicurezza non è meno importante dei costi

Il primo punto è la riduzione dei costi, non soltanto di produzione ma anche per lo stoccaggio, la distribuzione e l’utilizzo. Questo avverrà tramite l’aumento della produzione e lo sviluppo di nuove apparecchiature: la stima dell’Hydrogen Council è un calo dei costi fino al 50% entro il 2030.

Un altro punto chiave, inoltre, è il convincimento dell’opinione pubblica sulla sicurezza dell’idrogeno, che nelle auto viene stoccato in bombole ad altissima pressione: in caso di incidente questo può essere un pericolo. Secondo l’Hydrogen Council, infine, Governi e politica dovranno impegnarsi a sostenere l’idrogeno nella società, mettendone in evidenza i suoi benefici e opportunità.

Fotogallery: Auto elettriche Fuel cell, dove rifornirsi di idrogeno?