Secondo Automotive News le Case operanti in Cina, col rischio di una paralisi completa della produzione

Da qualche giorno la città di Wuhan è sulla bocca di tutti: dalla megalopoli (conta 11 milioni di abitanti) cinese infatti è partito il coronavirus, causa della morte di 81 persone e 2.700 casi di contagi. Una città fino a poco tempo fa sconosciuta a noi occidentali ma al centro dell’economia cinese, tanto da guadagnarsi il soprannome di “città dei motori” della Repubblica Popolare. Ora, secondo le voci raccolte da Automotive News, la stragrande maggioranza delle Case operanti in Cina starebbe mobilitando il proprio personale e a Wuhan risulta isolata dal resto del paese, con gravi ripercussioni sull’economia.

Centro high tech bloccato

Le autorità cinesi hanno infatti imposto una severa quarantena a Wuhan, rendendo impossibile qualsiasi viaggio da e verso la città dalla quale è partito il contagio da coronavirus. Anche altri importanti poli economici cinesi come Shanghai e la capitale Pechino, con gravi ripercussioni sulle attività economiche.

Attività che comprendono anche il mondo dell’auto, con colossi come PSA e General Motors impegnati a capire come evacuare i propri dipendenti. Ai colleghi di Automotive News alcuni portavoce del Gruppo francese hanno spiegato come, di concerto con le autorità cinesi, si stia organizzando il trasferimento di 38 impiegati nell’area di Wuhan, mentre il Gruppo statunitense (proprietario, assieme a SAIC, di uno stabilimento a Wuhan) ha limitato trasferte in Cina e chiesto ai propri dipendenti di prendere ogni precauzione necessaria per evitare il contagio.

Anche Ford, FCA e hanno attività in Cina ed entrambe stanno monitorando la situazione, pronte a spostare i propri dipendenti se la situazione dovesse ulteriormente aggravarsi. Tesla ha invece evitato di rispondere alle domande dei colleghi americani, senza chiarire quindi quali siano le loro eventuali mosse per i propri dipendenti che operano nei pressi di Shanghai.

Crisi e virus

Per ora però le operazioni rimangono in stand by a causa delle festività per il capodanno cinese e in molti attendono la piena ripresa delle attività per capire come procedere. Di certo c’è che la Cina sta attraversando un periodo di crisi auto, con le vendite calate dell’8,2% nel 2019 (per un totale di 25,77 milioni di unità) e i dazi di Trump sempre presenti (anche se gli ultimi colloqui USA – Cina hanno portato disgelo tra le parti).

“Molte aziende con le quali ho parlato stanno perdendo il loro entusiasmo nei confronti della Cina” ha raccontato ad Automotive News Michael Dunne, ceo di un’azienda statunitense di consulenza per il mercato cinese. “Si stanno già scontrando con un mercato auto in contrazione, hanno già affrontato la guerra commerciale con gli Stati Uniti e le incertezze politiche di Hong Kong. Ora questo virus complicherà ancora di più la situazione?”

Di certo un quadro più completo della situazione lo si avrà fra qualche giorno, quando le festività termineranno e la Cina si troverà a dover fare i conti con tutte le fabbriche a pieno regime. Coronavirus permettendo.