Stop negli stabilimenti di Toyota, Renault e Ford. PSA, Renault e Nissan rimpatriano i propri dipendenti. Allarme anche in Bosch

“Dobbiamo aspettare per capire come si evolveranno le cose. Se la situazione dovesse continuare così, la nostra catena di fornitori rischia di essere interrotta. Ci sono previsioni che dicono che il picco delle infezioni sarà tra febbraio e marzo”. Con queste parole, raccolte da Automotive News, il CEO di Bosch Volkmar Denner ha commentato la sempre più caotica situazione in Cina dovuta alle infezioni di coronavirus. Un caos che riguarda anche molte altre aziende.

Fabbriche chiuse

Toyota dal canto suo ha deciso di fermare le linee di produzione nei propri stabilimenti cinesi, con riapertura prevista per il 10 febbraio. In un breve comunicato il presidente della Casa giapponese ha poi annunciato di aver stanziato 10 milioni di Yen (più di 1 milione di euro) alla Croce Rossa cinese. Anche Renault e Ford fermeranno la produzione, decise ad estendere la chiusura per le festività del nuovo anno cinese fino al 10 febbraio.

L’Ovale Blu ha inoltre deciso di richiamare alcuni operai nella fabbrica in joint venture con Jiangling Motors per trasformare 600 Ford Transit in speciali ambulanze per il trasporto di pazienti infettati dal coronavirus. Esempio seguito anche dalle cinesi SAIC Motors e Beiqi Foton Motor, mentre Tesla ha offerto ricariche gratis in tutto il paese.

Altre Case auto occidentali, come il Gruppo PSA, Renault e Nissan, stanno poi rimpatriando i propri dipendenti di stanza in Cina.

Futuro incerto

Lo stop alla produzione potrebbe essere indetto anche da altri costruttori e la data della ripresa dei lavori potrebbe essere rimandata ulteriormente se l’infezione da coronavirus dovesse peggiorare. Un duro colpo all’economia cinese, sempre più incentrata nella produzione di auto. Nella Repubblica Popolare, ad esempio, il Gruppo BMW produrrà MINI elettrica a la BMW iX3, il SUV compatto a zero emissioni.

Anche molti fornitori automotive operano in Cina, con la già citata Bosch assieme a Valeo (sistemi elettronici) e Webasto, azienda tedesca che ha registrato 2 contagi tra i propri dipendenti e che ha immediatamente stoppato ogni viaggio da e per la Cina.