La casa giapponese, secondo indiscrezioni, potrebbe rafforzarsi nel Regno Unito sfruttando la domanda interna

Dalla mezzanotte del 31 gennaio 2020 il Regno Unito non va più considerato uno Stato membro dell’Unione Europea. Brexit s’è fatta, quindi, tanto che politici e negoziatori hanno già iniziato a trattare in vista di temi “spinosi” come gli accordi commerciali, dai quali molto dipenderà per il futuro di aziende che operano nel Regno Unito.

Fra queste c’è Nissan, che secondo le indiscrezioni raccolte dal quotidiano economico Financial Times avrebbe messo a punto una strategia in caso di hard Brexit, ovvero in caso di accordi economici non favorevoli al Regno Unito: se verranno imposti dazi sui prodotti costruiti nel Regno Unito e venduti in Europa, infatti, non sarà più conveniente produrre in loco (e viceversa).

Basterà la domanda interna del Regno Unito?

Secondo questa strategia, messa a punto prima dell’arrivo del nuovo amministratore delegato (Makoto Uchida è in carica da dicembre 2019), Nissan potrebbe chiudere la fabbrica di Barcellona e abbandonare quella di Flins: in Spagna produce il veicolo commerciale NV200 e il pick up Navara, mentre in Francia costruisce l’utilitaria Micra.

In questo modo la casa giapponese potrebbe trasferire la Micra nell’impianto inglese di Sunderland (dove costruisce già le Juke e Qashqai) e concentrare qui tutta la sua produzione europea, con l’intento di rafforzarsi nel Regno Unito sfruttando la domanda interna.

Chi la spunterà?

Questo piano non rispecchia le indiscrezioni emerse negli ultimi mesi, quando si credeva che Nissan – insieme agli altri produttori di auto con stabilimenti nel Regno Unito – avrebbe di gran lunga preferito il più ampio e ricco mercato europeo a quello britannico: si pensava infatti che Nissan avrebbe puntato sule fabbriche di Barcellona e Flins a scapito di quella a Sunderland.

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