Questi due modelli, insieme alle Portofino e 812 Superfast, hanno aiutato il Cavallino a superare le 10.000 vendite

La seconda parte del 2019 rischiava di essere un periodo difficile per Ferrari, le cui vendite avrebbero potuto rallentare a causa del fisiologico calo di immatricolazioni a cui sono andate in contro le 488 GTB e 488 Spider (nell’ultimo periodo di produzione).

Il Cavallino tuttavia non ne ha risentito, anzi, perché è riuscito a far coincidere il calo delle 488 con le prime consegne della sua erede (la F8 Tributo) e delle barchette Monza SP1 e SP2, nonché ad aumentare le consegne delle Portofino e 812 Superfast. Il frutto di questo perfetto tempismo è un nuovo incremento delle vendite.

Oltre le 10.000 consegne

La casa di Maranello infatti ha consegnato 10.131 auto nel 2019, il 10% in più rispetto alle 9.251 del 2018 (per fare un paragone, erano 7.664 nel 2015). Il mercato principale rimane quello noto in gergo come EMEA, ovvero Europa, Africa e Medio Oriente, dove il Cavallino ha consegnato il 16% di vetture in più rispetto al 2018: sono state 4.895.

Al secondo posto le Americhe, in calo però del 3% a 2.900 auto consegnate, davanti alla regione dell’Asia-Pacifico con 1.500 vendite, in aumento del 13%. Numeri inferiori, ma in netta crescita, per la Cina, Hong Kong e Taiwan: qui la Ferrari ha consegnato 836 auto nel 2019, il 20% in più.

Fatturato da record, utili così così

Le vendite sono la ciliegina sulla torta di un bilancio quasi da record, perché la casa di Maranello ha visto crescere il giro d’affari del 10% (a 3,766 miliardi di euro) e il guadagno lordo del 14% (a 1,269 miliardi).

L’unica nota stonata è il guadagno netto, diminuito dell’11% da 787 a 699 milioni di euro. Quest’anno Ferrari prevede di far crescere il giro d’affari a oltre 4,1 miliardi e il guadagno il lordo a 1,38/1,43 miliardi.

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