La sindaca di Roma riunisce domani un tavolo di esperti del mondo dell'auto, dell'energia e dell'ambiente: ecco l'ordine del giorno

Il Campidoglio si gioca la carta degli esperti per provare a risolvere il problema della qualità dell'aria a Roma. Dopo le furenti polemiche che hanno accompagnato i recenti blocchi del traffico nella Capitale, estesi anche alle auto diesel di ultima generazione, la sindaca Virginia Raggi ha convocato infatti per domani 5 febbraio alle 9.30 un tavolo di “saggi”, provenienti dal mondo dell'auto, dell'energia e dell'ambiente. L'obiettivo? Cercare di intavolare sul tema un dibattito aperto e “scientifico”.

L'ordine del giorno

Gli esperti parleranno davanti alla commissione Ambiente dell'Assemblea Capitolina, presieduta da Daniele Diaco. La convocazione recita un ordine del giorno molto ampio: “Divieto della circolazione delle autovetture diesel Euro 6, atti sottesi al divieto di circolazione delle autovetture medesime, concomitante al permanere in circolazione degli autobus delle linee ATAC anch'essi diesel”.

Tradotto dal burocratese: si proverà a delineare una soluzione più efficiente ed efficace per fronteggiare l'emergenza smog, anche in considerazione dei risultati marginali ottenuti finora e dell'effetto confusorio ingenerato nei cittadini.

Convocazioni in progress fino all'ultimo

Alla riunione sono stati convocati esponenti di Anfia e Unrae ed esperti del CNR, di ARPALazio, dell'ISPRA e dell'ENEA, ma anche del dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario della Regione Lazio e dell'Università G. Marconi. Ma non solo. A quanto si apprende, infatti, l'elenco dei partecipanti sarebbe ancora in corso di definizione.

Raggi convoca i saggi per nuove soluzioni

Industria in prima linea

Il confronto sarà particolarmente importante anche in ottica industriale, visto l'impatto che i blocchi del traffico stanno sortendo sulle scelte degli automobilisti, sempre più disorientati.

Un esempio lampante è arrivato proprio ieri con gli ultimi numeri sulle immatricolazioni, che hanno visto un nuovo tonfo del diesel, compensato solo in parte dalla crescita delle alimentazioni alternative.

“L’ultima cosa di cui abbiamo bisogno è un insieme scoordinato di provvedimenti a livello comunale e regionale”, ha osservato ieri commentando i dati il presidente di Unrae, Michele Crisci, che parla espressamente di “cancellazioni di ordini e ripensamenti da parte di acquirenti di auto diesel Euro 6, nuove e in linea con le più recenti normative in termini di emissioni”.