Il produttore coreano è a corto di cablaggi provenienti dalla Cina

Dopo l’annullamento della gara di Formula E in Cina, deciso a scopo cautelativo per evitare contagi fra piloti, addetti ai lavori e spettatori, arriva un’altra notizia sulla difficile battaglia che anche l'industria dell'auto sta combattendo contro il coronavirus, l’epidemia diffusasi dalla Cina che sta obbligando a drastiche misure di prevenzione.

A pagarne le conseguenze è il Gruppo Hyundai, costretto a fermare la produzione in 7 fabbriche sudcoreane per la mancanza di alcune parti costruite da suoi fornitori in Cina: nel migliore dei casi, stando al sito internet Autonews, la produzione ripartirà dall’11 febbraio.

“Colpa” dei cablaggi

Lo stop ha del clamoroso, perché annualmente il Gruppo Hyundai produce in Sud Corea il 40% delle sue vetture, ma l’azienda coreana si è trovata priva di cablaggi elettrici, affidati a fornitori cinesi per contenerne i costi d’acquisto.

In Cina però molte aziende sono state costrette a fermare le attività e lasciare momentaneamente a casa tutto il loro personale, così da evitare possibili contagi, quindi aziende come le Kyungshin e Yura Corporation non riescono a fornire il materiale di cui ha bisogno il Gruppo Hyundai, che lo riceverà soltanto dopo il 9 febbraio, quando la situazione per i due fornitori dovrebbe tornare alla normalità.

Mal comune mezzo gaudio?

Il Gruppo Hyundai non è l’unico costruttore ad avere grossi problemi di produzione in Cina, dove i trasporti pubblici sono fortemente limitati e il Governo ha deciso di prolungare le vacanze per il capodanno: anche Ford, Honda, PSA, Nissan e Tesla sono state costrette a mettere in stand by le loro fabbriche.