Il 40% circa delle sue auto vendute annualmente è realizzato in Cina. Intanto anche FCA potrebbe fermare uno stabilimento in Europa

L’epidemia di coronavirus non dà ancora segni di arretramento e sta facendo sentire le proprie conseguenze anche nel settore auto, dove molti produttori sono stati costretti ad interrompere la produzione in modo da scongiurare la diffusione del virus (Hyundai ha fermato anche la produzione in 7 impianti in Sud Corea).

Non è ancora il momento di fare la conta dei danni, ma secondo un rapporto dell’agenzia di rating Standard & Poors potrebbe essere Volkswagen il Gruppo automobilistico più colpito dagli effetti dello stop alla produzione: il 40% circa delle sue auto vendute annualmente è realizzato in Cina e il blocco alle linee produttive avrebbe perciò conseguenze molto gravi.

Il costruttore tedesco non ha impianti nella provincia di Hubei, la più colpita dal coronavirus, ma non è da escludere che il Governo possa obbligare alla chiusura cautelativa di fabbriche in altre aree del Paese. A rischio sarebbero in particolare i circa 3 miliardi di euro che maturano come utile dalle attività di Volkswagen in Cina, essenziali ai fini del bilancio.

Il mercato ne risentirà?

La situazione non è grave solo per il costruttore tedesco, come riferisce Autonews, ma anche per i tanti rivali che operano in Cina: Ford e Nissan faranno ripartire la produzione il 10 febbraio, PSA il 14 e BMW il 17. Gli stabilimenti di Toyota avrebbero dovuto riaprire il 9, ma è stato deciso di tenerli chiusi fino al 16.

Gli effetti di questa crisi sanitaria potrebbero avere grossi impatti sulle vendite di auto in Cina, il principale mercato al mondo per le auto nuove, che ha subito una frenata nel 2018 e 2019 dopo anni di crescita ininterrotta: gli analisti avevano previsto un ritorno al segno più nel 2020, ma il loro ottimismo rischia di essere vanificato dal coronavirus.

Anche in FCA massima allerta

Le conseguenze del coronavirus sono meno gravi in Europa, ma non è detto che il peggio sia alle spalle: Mike Manley, numero uno di FCA, ha rivelato che entro 2 o 4 settimane potrebbe venir fermato uno stabilimento europeo, il quale sarebbe a corto di forniture provenienti dalla Cina.

Per questa ragione, "un team dedicato all’interno di Fca è stato incaricato di monitorare i componenti dell’azienda e qualsiasi potenziale impatto produttivo".