Il programma Artemis, che riporterà l’uomo sulla Luna, partirà nel 2024 e per allora bisognerà avere un nuovo rover lunare

I festeggiamenti per i 50 anni dallo sbarco del primo uomo sulla Luna sono ormai messi in cantina e alla NASA, l’agenzia spaziale statunitense, ogni sforzo è indirizzato verso il programma Artemis, il cui obiettivo è quello di riportare l’essere umano sul nostro satellite entro il 2024. Un programma che vede la collaborazione delle agenzie spaziali europea (ESA), giapponese (JAXA) e canadese (CSA) e che spera di trovare anche nell’industria automobilistica un prezioso alleato. È stata infatti la stessa NASA a pubblicare sul proprio sito ufficiale una richiesta di aiuto alle Case auto per sviluppare il nuovo rover lunare.

Lunar Roving Vehicle, the one and only car on the Moon

Più spazio in meno tempo

In passato, ogni missione Apollo ha visto crescere il numero di chilometri esplorati durante la permanenza sulla superficie lunare, passando da meno di un chilometro dell'Apollo 11 (la prima missione lunare della storia) ai 24 e passa chilometri delle missioni Apollo 15, 16 e 17.

Una crescita quasi esponenziale resa possibile dal Lunar Roving Vehicle, inaugurato proprio con la missionie Apollo 15 del 1971 e strumento indispensabile per permettere agli astronauti di muoversi a lungo. La stessa necessità del programma Artemis, il cui obiettivo è quello di spingersi ancora più in là e raggiungere il Polo Sud lunare, luogo dove nessun astronauta è mai stato prima.

Cosa serve

Le richieste della NASA all’industria sono molto chiare e “semplici”: il nuovo Lunar Rover dovrà essere guidato dagli astronauti e avere sistemi di guida autonoma, non avere cabine pressurizzato ed essere equipaggiato con attrezzature e sistemi di comunicazione all'avanguardia. Saranno inoltre necessari anche robot completamente autonomi spostare le numerose che gli astronauti dovranno portare a bordo.

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Da qui la richiesta della NASA, che non vuole avere l’esclusiva sulla mobilità spaziale e anzi, ha bisogno di chi alla mobilità su ruota pensa costantemente. Una sfida affascinante che, come ricordato dal direttore del programma esplorazione umana della NASA “stimoli le innovazioni nell'immagazzinamento e nella gestione dell'energia nei veicoli elettrici, nella guida autonoma e nell'estrema resistenza ambientale".

Guida autonoma ed elettrificazione: due sfide che vedono già impegnate tutte le Case del mondo e che uniscono la Terra alla Luna, in una continua rincorsa tecnologica. I viaggi spaziali potrebbero essere così una “palestra” per testare soluzioni all’avanguardia e che un domani potrebbero trovare spazio su auto terrestri.

I prossimi passi

Le manifestazioni di interesse dovranno arrivare entro i primi giorni di marzo, così da permettere alla NASA e ai suoi interlocutori di avere il maggior tempo possibile per sviluppare idee e progetti. Chissà se Elon Musk, che di auto elettriche e viaggi spaziali ha fatto il proprio lavoro, non ci stia già facendo un pensierino.

Fonte: NASA

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