Derivata dalla Huayra, pesa solo 1.246 kg e ha il V12 6.0 potenziato a 827 CV

Sarà difficile vederla su strada, la Pagani Imola. Non tanto perché ne verranno costruite solo 5, tutte già prenotate – ciascuna al prezzo di 5 milioni di euro più tasse (6,1 milioni in Italia) –, ma perché la nuova hypercar emiliana è omologata per la strada ma è in pista che dà il meglio, come traspare dalla carrozzeria ricca di appendici disegnata in funzione della guida fra i cordoli.

A risaltare è l’esagerato alettone posteriore, ma non sono meno distintivi l’estrattore dell’aria, il rinnovato paraurti anteriore con prese d’aria più ampie e le minigonne, che regalano a questa serie speciale un look assai più corsaiolo delle Huayra e Huayra BC (da cui deriva).

Tutto pur di contenere il peso

Il nome Imola non è stato scelto casualmente, perché sul celebre circuito sono stati effettuati i test di sviluppo e messa a punto, che hanno interessato anche una vera e propria “chicca” della Pagani Imola: è dotata, come le Huayra e Huayra BC, di quattro appendici mobili che svolgono la funzione di aerofreno, sollevandosi nelle staccate più violente per migliorare le decelerazioni.

La hypercar è dotata inoltre di sospensioni con molle attive e ha il raffinato telaio in materiali compositi delle Huayra, indispensabile al fine di contenere il peso dell’auto: a dispetto dei 4,85 metri di lunghezza e 2,04 metri di larghezza, la Imola pesa solo 1.246 kg. Pagani ha saputo far scendere l’ago della bilancia utilizzando 770 parti forgiate o ricavate dal pieno e introducendo un nuovo sistema per la verniciatura della carrozzeria, che da solo ha permesso di tagliare 5 kg.

Pagani Huayra Imola

La fatica non spaventa i freni

La Pagani Imola è stata rivista anche nella trasmissione, perché il noto cambio robotizzato a 7 marce è ancora più veloce a passare da un rapporto all’altro. Pure il motore è stato migliorato: è il V12 biturbo 6.0 delle Huayra e Huayra BC, ma i CV salgono fino a quota 827 e la coppia raggiunge i 1.100 Nm. I freni, in materiale composito, sono stati modificati al fine di migliorarne il raffreddamento nell’uso prolungato in pista: in questo modo resistono meglio alla fatica.

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