Il presidente della Regione Emilia Romagna sottolinea l’impegno della giunta per la promozione dell’evento e delle eccellenze italiane

 “Per noi non è una questione puramente cittadina, provinciale e regionale. È una questione internazionale”. Ha descritto così la Motor Valley Fest Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia Romagna, in occasione della presentazione dell’edizione 2020 della seconda edizione della festa dedicata alla terra dei motori, in programma dal 14 al 17 maggio.

Un evento che rappresenta il culmine di un lavoro iniziato nel 2015 con la nascita della Motor Valley Nasce Motor Valley Development, con costruttori e Regione assieme per promuovere la terra che ha visto nascere e diventare famose alcune delle Case auto e moto più famose del mondo.

La Motor Valley e lo studio

La Motor Valley Fest è il culmine di un lavoro iniziato anni fa, più precisamente nel 2015 e che ha visto numerose azioni combinate, ad esempio rivolte ai giovani studenti. Cosa avete fatto di preciso?

“3 anni fa noi abbiamo messo insieme 4 università dell’Emilia Romagna e poi abbiamo messo insieme Ferrari, Maserati, Lamborghini, Ducati, Dallara, Pagani, Toro Rosso, Magneti Marelli e AS Formula 1, imprese che non hanno bisogno l’una dell’altra anzi, sono concorrenti eppure – pensate la lungimiranza – hanno saputo cogliere un’opportunità insieme alla Regione per dare vita a 6 corsi di laurea biennali in ingegneria applicata all’automotive. Corsi che nel mondo si tengono solo nelle 4 università dell’Emilia Romagna e a guidare l’università della Motor Valley abbiamo chiamato Andrea Pontremoli, ad della Dallara Automobili, non ci siamo messi noi politici”.

E a 3 anni dall’inizio come sta andando l’esperienza?

Poche settimane fa hanno consegnato le prime lauree ai primi studenti da tutto il mondo. Eravamo partiti con 60/70, ora sono più di 100. Si parla di cervelli in fuga, noi facciamo venire nelle università della nostra regione i migliori talenti. E dentro i 2 filoni in quei 6 corsi di laurea uno è legato all’elettrico. A proposito di partire da lontano per guardare al futuro.

Il passaggio dall’università al mondo del lavoro non sempre è facile, la Motor Valley tra università e aziende può essere un volano utile all’occupazione?

Quello che presentiamo oggi (la Motor Valley Fest) parla di noi, parla di una terra che esporta nel mondo 64 miliardi di euro di manifattura, 40 miliardi di quei 64 sono uniti alla meccanica, alla meccatronica e ai motori. E creano un’occasione di lavoro attraverso il quale siamo riusciti ad esempio a scendere al 9 al 5% di disoccupazione. E noi dobbiamo vedere assieme l’innovazione, perché solo così possiamo competere nel mondo globalizzato”.

Fotogallery: Motor Valley Fest

La Motor Valley nel mondo

Dal punto di vista di eccellenza nella produzione auto la Motor Valley non ha concorrenti, ma quali sono stati i principali benefici della nascita della Motor Valley Development?

“Ci sono 29 musei e collezioni private, ci sono 4 circuiti, abbiamo centinaia di manifestazioni. Pensate che negli ultimi 5 anni l’Emilia Romagna è passata da 45 milioni a 60 di presenze turistiche. Modena non era mai stata una città turistica, oggi lo è. Ci sono 2 musei – i 2 musei Ferrari – che hanno superato i 600.000 biglietti venduti lo scorso anno”.

Quest’anno ci saranno anche aziende tedesche a parlare durante la Motor Valley Fest. Che cos’ha la Motor Valley da insegnare al mondo dell’automotive?

Se dovessi scegliere una cosa direi la qualità applicata alla tradizione. Si fanno qui auto e moto che nel resto del mondo in poche parti si riescono a realizzare così belle e così innovative. Perché continuano a produrre modelli straordinari.

Uno sguardo al futuro

La Motor Valley Fest può ambire a diventare una sorta di Goodwood Festival of Speed italiano?

Penso che possa avere anche quell’ambizione, adesso siamo alla seconda edizione ed è presto, anche se ovviamente già quest’anno cresceremo molto rispetto all’anno scorso. Credo però nei prossimi anni si potrà davvero ambire a diventare come Goodwood e agire in quella prospettiva”.