Nonostante la rinuncia di molti brand e il coronavirus, Maurice Turrettini ci spiega le soluzioni per superare il momento di crisi

Tutto è pronto per la 90esima edizione del Salone di Ginevra che aprirà le porte al pubblico dal 5 al 15 marzo. Com'è noto, la kermesse svizzera è tra gli eventi motoristici più importanti d'Europa ed ha cadenza annuale. Questo periodo storico però non è facile per il settore auto e nemmeno per gli eventi fieristici, tant'è vero che questa è l'edizione con il numero più alto di defezioni, ben 17 (qui trovate l'elenco di chi partecipa e chi no).

Che è difficile lo sa bene il Salone di Francoforte, che l'anno prossimo non si farà (per non saltare l'appuntamento si sta pensando di spostarlo in un'altra città tedesca). In questo contesto, poi, si aggiunge il Coronavirus, che però non ha fermato il Salone di Ginevra. Come si resiste a questo momento di crisi dei Saloni? Ne abbiamo parlato con il Presidente del Salone di Ginevra, Maurice Turrettini, in occasione della presentazione alla stampa italiana.

Lo spettro del Coronavirus

Il Salone di Ginevra si farà? Cosa è stato fatto per far stare tranquilli espositori e visitatori?

Il Salone di Ginevra, ad oggi, si farà. Siamo in contatto con l’OMS e col Dipartimento federale della salute che ci conferma che non c’è nessuna ragione per annullare il Salone dell’auto. La Svizzera non ha avuto un solo caso di Coronavirus e in Europa c’è stata una sola persona deceduta per il virus, a Parigi un signore di 80 anni. Abbiamo preso tutte le misure di prevenzione necessarie e non esiste alcuna restrizione sanitaria ai viaggi in Svizzera.

Qual è la differenza rispetto al Mobile World Congress di Barcellona?

Sono 4 gli espositori che arrivano dalla Cina e 2 da Hong Kong, la maggior parte di loro è già presente in Europa da diverso tempo. La situazione è completamente diversa rispetto al Mobile World Congress di Barcellona dove il 40% degli espositori venivano dalla Cina. Sono invece 63 i giornalisti accreditati dalla Cina, ma non si sa se verranno o meno.

Ci sono state cancellazioni attribuibili al Coronavirus?

No, al momento nessuna cancellazione è dovuta al Coronavirus.

Quali sono le misure preventive che avete messo in pratica?

Sul sito del Salone ci sono tutte le misure adottate, che vanno dalla semplice apposizione di cartelli dove si consiglia di lavare le mani frequentemente alla segnalazione di casi di febbre.

I cambiamenti per resistere

Quante sono le case che hanno dato forfait quest’anno?

Sono 17 i brand che non parteciperanno al Salone quest’anno, ma la cosa positiva è che un nome come Hyundai, che l’anno scorso non c’era, ha deciso di tornare e lo farà anche con delle anteprime con motorizzazioni alternative. Ci sono poi una ventina di nuovi marchi che verranno con un nuovo veicolo, questo è un buon segno e bisogna fidelizzare loro. Quest’anno ci sarà anche la prima auto mai prodotta in Sri Lanka, l’hypercar Vega EVX, questo è un buon segno. Ma abbiamo delle preoccupazioni, il futuro dei Saloni è complicato”.

Perché le Case non vengono più al Salone?

Stiamo cercando di parlare con le Case auto per capire i motivi delle assenze. Alcune non ci rispondono neanche, altre rimandano a problemi finanziari, altre ci dicono che il Salone non è più un modo per comunicare e altre ancora che, se non ci sono anteprime mondiali, non vengono al salone. Ormai le marche amano comunicare in modo diverso: al Superbowl, alle sfilate di moda a Milano o vanno sulla piazza Tienammen.

Quante anteprime ci saranno quest’anno?

Confermate al momento sono 90 tra anteprime mondiali ed europee ma visto che alcune Case lo dicono solo all’ultimo momento, ci aspettiamo che possano essere più di 100.

Cosa state facendo per far fronte alla crisi di questo format?

Stiamo lavorando per proporre a tutti, giornalisti, Case auto e visitatori delle “esperienze”. Il padiglione 7 sarà ribattezzato GYMS Discovery e verrà allestito un circuito indoor di 456 metri dove tutti potranno provare 48 auto con motorizzazioni alternative. Ci saranno 2 auto a idrogeno, 1 a gas naturale, 6 ibride e le altre tutte elettriche. Dai sondaggi svolti con regolarità tra i visitatori è emerso che quasi il 95% degli intervistati non ha mai guidato un’auto elettrica e al Salone adesso si potrà fare questa esperienza. Tutti vogliono lottare contro la CO2 e anche il Salone va in questa direzione. Basterà registrarsi sull’applicazione: ci saranno 11.000 test che non saranno comunque sufficienti per tutti i visitatori presenti, quindi ci sarà un sorteggio.

Quali le altre novità in vista?

Ci sarà poi una zona interamente dedicata alle startup, il GYMS Tech, dove sarà anche possibile provare bici elettriche, monopattini e i veicoli a due ruote di SEGWAY. Ci sarà anche il VIP Day: mercoledì 4 marzo i visitatori, pagando un biglietto più alto, potranno partecipare a 5 conferenze con piloti, CEO e personalità del mondo dell’auto che si riuniranno per parlare di Formula E, guida autonoma, digitalizzazione delle vetture, elettrificazione e diversità di genere nel motorsport.

Si aspetta una buona accoglienza da parte del pubblico per il VIP Day nonostante il prezzo più alto?

Ad oggi, online sono stati già venduti complessivamente più biglietti del Salone di quanti non ne siano stati venduti l’anno scorso, nello stesso momento. Il prezzo più alto per il VIP Day non è un deterrente, anzi viene ritenuta una cosa più esclusiva e, più una cosa è esclusiva, più è richiesta. I biglietti online, tra l’altro, costano meno di quelli che vengono fatti direttamente alla cassa a Ginevra e, per il Salone, rappresentano una fonte importantissima di dati che vengono girati agli espositori.”

Quanti i visitatori attesi quest’anno?

Si registrerà un calo rispetto ai 610.000 della passata edizione ma ci si aspetta un numero tra i 500.000 e i 600.000 visitatori. Un numero che sarebbe comunque soddisfacente per il Salone che, negli ultimi 3-4 anni ha visto i visitatori italiani tra i più presenti.

Salone di Ginevra 2019

Il futuro del Salone

Come sarà il Salone di Ginevra del futuro?

Ci stiamo facendo molte domande e parleremo con le Case. La Fondazione è a disposizione per promuovere l’industria automobilistica. Se i principali attori dell’industria automobilistica ci diranno che non vogliono più il salone, allora ci fermeremo. Quest’anno abbiamo fatto investimenti importanti per far percepire alle Case il cambiamento. Noi vogliamo essere l’ultimo salone a sopravvivere.

Quale potrebbe essere la formula apprezzata dai brand?

Per il momento Ginevra continua a rimanere il punto di riferimento dei Saloni in Europa grazie principalmente a tre fattori: la sua neutralità poiché tutti i marchi sono sullo stesso piano; la sua organizzazione impeccabile e il fatto che è “compatto” ed è visitabile in una mezza giornata. Questo è molto apprezzato dalle case perché, nonostante Ginevra sia un salone caro, lo spazio occupato agli stand è inferiore e si riescono ugualmente a contenere i costi. Questo potrebbe essere un aspetto su cui lavorare: contenere i costi e ridimensionare gli spazi.