Nelle prime 2 settimane di febbraio sono state vendute appena 4.909 auto contro le 59.930 dello stesso periodo del 2019

Non accennano a fermarsi i danni all’industria (oltre naturalmente a quelli all'uomo) provocati dal nuovo coronavirus (COVID-19) e dopo chiusure di fabbriche in Cina e non solo, arrivano i primi dati sulle vendite auto nella Repubblica Popolare: -92% nei primi 15 giorni di febbraio, -96% nella prima settimana.

Tra il primo del mese e sabato scorso in tutto il Paese sono state immatricolate appena 4.909, un vero tracollo rispetto alle 59.930 della prima metà di febbraio 2019.

Crollo verticale

Secondo le previsioni della CAAM (l’associazione dei costruttori auto in Cina) il primo semestre del 2020 si chiuderà con una contrazione del 10%, ridotta al 5% alla fine del 2020. Un duro colpo per il primo mercato automobilistico al mondo, capace da solo di immatricolare più di 25 milioni di unità.

Per contrastare il crollo delle vendite sono tanti i brand intenzionati a spingere le vendite online per le auto, riducendo così l’obbligo di entrare nelle concessionarie. Secondo quanto riportato da più parti Geely, proprietaria di Volvo, starebbe organizzando anche test a domicilio per i clienti interessati.

Paralisi prolungata

La discesa in picchiata delle immatricolazioni non è una sorpresa per analisti e addetti ai lavori, con sempre più esercizi commerciali chiusi in tutta la Cina (multinazionali come McDonald’s e Starbucks hanno chiuso molti dei loro negozi) e i cittadini sempre più spesso chiusi in casa. Da più parti i concessionari parlano di presenza a zero durante il giorno. Una situazione che sta precipitando sempre più, rischiando di mettere in crisi l’economia cinese, con ripercussioni anche in altri paesi.

A rimanere chiuse sono anche le fabbriche: Nissan e Honda hanno dichiarato che non riapriranno i loro stabilimenti cinesi prima del prossimo 11 marzo. Intanto, secondo quanto riportato dal Guardian, il Gruppo Jaguar - Land Rover ha dichiarato di non star vendendo auto in Cina e se la situazione dovesse continuare non potrà portare avanti la produzione per mancanza di componentistica. Problema che ha costretto Fiat a sospendere l’assemblaggio della 500L nella fabbrica serba.