In attesa del lancio della prossima 500 elettrica, ecco la storia del progetto di Panda, Cinquecento e Seicento alla spina

C'era una volta, e ci sarà a breve, la Cinquecento elettrica. Nessun refuso, semplice gioco di parole: correvano i primissimi anni Novanta e Fiat era stata in grado di precorrere i tempi con delle vetture elettriche declinate da quelle che erano le proprie utilitarie e piccole capaci di diventare icone di un paese. La Cinquecento appunto, così come la Panda, e la successiva Seicento, oltre al Ducato Bus. Tutte sotto un cappello ben definito: Elettra

Una via pionieristica divenuta fondamentale per l'industria automobilistica in questi Anni '20 del nuovo Millennio, con le zero emissioni divenute strategiche per ogni casa. Ed allora, ecco la prossima 500 elettrica, pronta al lancio in quello che sarebbe dovuto essere lo scenario perfetto, il Salone di Ginevra. Ubi maior minor cessat? Non proprio, perchè seguiremo digitalmente la kermesse svizzera, e dunque anche l'unveiling della piccola elettrica del Lingotto.

Il reparto V.a.m.i.a

Nell'attesa, ecco la storia di un progetto consolidato, in cui la dirigenza del Lingotto credeva fermamente, tanto da istituire presso la sede di Varese - dove sorgeva lo stabilimento Alfa Romeo - un polo specializzato sulla ricerca di autoveicoli ad energia "alternativa" ma comunque capaci di non inquinare. Un reparto definito V.a.m.i.a - Veicoli A Minimo Impatto Ambientale - con al contempo anche l'obiettivo di convogliare gli esuberi di Alfa Romeo, tanto più che proprio all'interno di quel centro, nacque all'alba del Nuovo Millennio la prima ibrida Fiat, la Multipla Hybrid Power.

Prima la Panda, poi la Cinquecento

Dunque la prima Panda Elettra, figlia anche delle Notti Magiche del Mondiale di Italia Novanta, con la scocca e la meccanica della Panda 750 Fire, ma con un motore elettrico da 14 kW con 12 batterie al piombo. Velocità massima? 70 km/h ed un'autonomia di 100 km, ad un prezzo di due milioni e cinquecento mila lire. Attenzione però, perchè si trattava di un adattamento, dunque bisognava sommare all'importo, il prezzo di acquisto della Panda del 1990, dunque 25 milioni 60 mila lire.

L'evoluzione della specie

Prezzi non alla portata di tutti per quello che poteva essere poco più che un esperimento precorritore dei tempi, tanto più che la Panda elettra venne adottata solo da enti pubblici e amministrazioni locali. Due anni più tardi giunse quindi la Panda Elettra 2 ma sopratutto la Fiat Cinquecento Elettra, nata un anno dopo l'esordio della piccola utilitaria realizzata da Ermanno Cressoni.

Fotogallery: Fiat Cinquecento e Panda Elettra

Questa aveva un motore elettrico da 9,2 kW, era in grado di raggiungere una velocità massima di 80 km/h ed aveva un'autonomia di circa 70 chilometri con un pacco batterie AGM al piombo alloggiate tra bagagliaio e vano motore anteriore. Dell'evoluzione tecnica di questi progetti così pionieristici però, ne abbiamo parlato qui su InsideEVs.

La storia comunque proseguì, con il testimone che passò alla seguente Fiat Seicento Elettra, che a Torino stavano studiando da tempo, e che sarebbe giunta nel 1998. Fu una piccola rivoluzione all'interno di quel microcosmo, tanto più che dal Lingotto uscì dalla linea di produzione un'auto elettrica capace di avere finalmente quattro posti a sedere.

La fine del 2005

Un progetto interessante, tanto più che anche la parte elettronica venne sviluppata, con il propulsore che si comportava come generatore. Un antesignano della rigenerazione offerta dal cosidetto one pedal. La Seicento elettra fu prodotta sino al 2005, salvo poi scomparire dai listini. Un mondo, quello EV, che in quegli anni vide solo Fiat e PSA immergersi con forte intenzione e know how. Ironicamente, proprio le due realtà che convoglieranno a nozze a breve.

A distanza di quindici anni, e con il ritorno di quella che era la storica Fiat 500, la piccola iconica si evolve presentandosi con un'anima elettrica dunque. Un ritorno di fiamma ancor più convinto stavolta, con un progetto più consolidato, e non una semplice declinazione, figlia anche di un percorso ed un cammino che oramai sembra consolidato e delineato.

La prossima 500 elettrica

La prossima Cinquecento elettrica avrebbe dovuto togliere i propri veli al Salone di Ginevra, ma la cronaca quotidiana riporta l'annullamento della kermesse ginevrina. Ed allora, basterà semplicemente attendere per l'ufficialità, tanto più che il nuovo corso della piccola iconica torinese è oramai definito. C'era una volta dunque la Cinquecento elettrica. Ci sarà, a breve, la 500 elettrica. E non si tratta di una favola.

Fotogallery: Fiat 500 elettrica, tutto quello che sappiamo di lei aspettando il 2020