Si chiude così la disputa con l’associazione dei consumatori tedesca e circa 260.000 clienti

Scoppiato quasi 4 anni e mezzo fa lo scandalo dieselgate che ha investito Volkswagen si arricchisce di un nuovo capitolo, con il pagamento da parte del colosso tedesco di 830 milioni di euro come risarcimento per gli automobilisti che in Germania hanno dato vita a una class action.

Il Gruppo Volkswagen ha infatti raggiunto un accordo con la Vzbv (Verbraucherzentrale Bundesverband), l’associazione tedesca dei consumatori, in seguito alla falsificazione dei valori di emissioni su modelli mossi da motori a gasolio.

Migliaia di clienti

In totale saranno circa 260.000 gli automobilisti risarciti, in possesso di modelli acquistati entro il 1° gennaio 2016, ognuno dei quali si vedrà riconoscere un rimborso pari al 15% del valore della propria auto. Secondo le stime il valore medio del parco auto interessato si aggira intorno ai 21.350 euro, con rimborsi che viaggeranno da un minimo di 1.350 a un massimo di 6.257 euro.

Per richiedere il rimborso gli automobilisti dovranno registrarsi su un apposito portale online creato da Volkswagen, entro e non oltre il 20 aprile 2020. Si chiude così la querelle tra VW e i consumatori tedeschi, dopo che aveva rischiato di saltare per via di una richiesta di altri 50 milioni di euro da parte dell’accusa.

Intanto negli USA

Non si placa invece l’onda lunga del Dieselgate negli Stati Uniti, dove tutto è partito a settembre 2015, con 10 ex possessori di modelli Volkswagen decisi a non accettare il patteggiamento di qualche anno (10 miliardi in totale, tra governo federale, consumatori e non solo) fa e portare avanti la causa contro il gruppo tedesco.

Si tratta di un numero esiguo di clienti insoddisfatti, ma traccerà la strada per qualsiasi eventuale futuro processo nei confronti di VW e altre Case auto.