Nuovi incentivi alla rottamazione auto. A questo sta pensando il Governo per far fronte al calo delle immatricolazioni (a febbraio -8,8%) e rinnovare il parco auto, tra i più vecchi d'Europa. Una manovra che servirebbe a risollevare il comparto alle prese anche con il Coronavirus che non porta le persone nelle concessionarie e fa prevedere ulteriori cali nei prossimi mesi.

Il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, ha detto, in un'intervista a Il Sole 24 Ore, che "bisogna pensare a degli strumenti di rottamazione anche per l'acquisto di auto non elettriche". Il riferimento è all'Ecobonus 2020, che dà diritto a sconti fino a 6.000 euro per l'acquisto di auto ibride o elettriche, ed anche agli incentivi alla rottamazione contenuti nel Decreto Clima (parliamo di bonus di 1.500 euro per chi rottama un'auto fino alla classe Euro 3, ma solo in alcuni Comuni e per ottenere agevolazioni per abbonamenti al trasporto pubblico locale o a biciclette, anche a pedalata assistita).

Obiettivo: abbassare le emissioni

Maggiori dettagli su quali possano essere questi nuovi incentivi alla rottamazione auto non sono finora emersi. Nel corso dell'intervista il ministro Patuanelli ha solo ricordato l'obiettivo, che sarebbe duplice. Da un lato svecchiare il parco auto, "fatto per il 62% di auto da Euro 4 in giù - dice -, macchine che hanno almeno dieci anni. E il 32% sono Euro 3" (qui vi spieghiamo come si riconosce un'auto Euro 3, 4, 5 o Euro 6). "Abbiamo bisogno di una nuova rottamazione per migliorare i livelli di emissioni e per dare un po' di ossigeno al settore - aggiunge -. E lo stesso discorso vale per le moto e le due ruote" (qui l'articolo di OmniMoto.it).

Dall'altro lato, parlando dell'auto elettrica, secondo Panuanelli bisogna "incentivare la realizzazione delle infrastrutture elettriche e le colonnine di ricarica" con una "sburocratizzazione profonda".

Il commento del MoVimento 5 Stelle

Poche ore dopo la dichiarazione del ministro Stefano Patuanelli i portavoce del MoVimento 5 Stelle delle commissioni Attività produttive e Trasporti della Camera dei deputati hanno rilasciato una nota ufficiale. "La decarbonizzazione del settore trasporti non è oramai rinviabile", inizia la nota per la stampa, in cui si ricorda che "i trasporti rappresentano circa un quarto delle emissioni di gas serra in Europa, con i veicoli stradali che rappresentano oltre il 70% della quota".

Il piano di provvedimenti anticipato dal ministro per lo Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, "ricalca gli obiettivi fissati dal Governo in tema di mobilità sostenibile", si legge nel comunicato. L'obiettivo è raggiungere le "circa 4 milioni di auto elettriche pure al 2030". Un traguardo importante a cui si vuole sommare la vendita di auto ibride plug-in con una stima di circa 6 milioni di auto elettrificate al 2030.

C'è poi il capitolo infrastrutture. "Affinché questi incentivi siano veramente utili - conclude la nota -, è necessario sviluppare una rete infrastrutturale di ricarica efficiente. Ecco perché, di pari passo con la vendita di auto, stiamo rafforzando la rete di ricarica, per ottenere una copertura capillare in tutte le Regioni italiane".

La richiesta di case auto e concessionari

La dichiarazione di Patuanelli arriva poche ore dopo la pubblicazione dei dati sulle immatricolazioni di febbraio 2020. Un bollettino negativo accompagnato da molte dichiarazioni degli addetti ai lavori, preoccupati per la situazione già non particolarmente positiva poi aggravata dal fenomeno Coronavirus, destinato ad avere pesanti ricadute sui consumi.

"Nelle regioni del nord Italia, quelle più colpite dall’emergenza epidemiologica – diceva ieri Adolfo De Stefani Cosentino, Presidente di Federauto, la Federazione dei concessionari auto – assistiamo al sostanziale fermo dell’attività nelle zone rosse e, nelle zone gialle, al forte rallentamento delle visite in salone, della raccolta ordini e delle operazioni di assistenza, dove le disdette in officina raggiungono anche punte del 40%. Le misure appena varate dal Governo non sono sufficienti a sostenere le imprese ed i lavoratori che si trovano al di fuori delle zone rosse. In mancanza di interventi di politica economica efficaci, prevediamo per il 2020 una flessione del mercato che può raggiungere anche il -10%. Federauto non può che esprimere la preoccupazione per le aziende associate situate nelle zone più a rischio e lo ha fatto trasferendo le informazioni necessarie al Ministro dello Sviluppo Economico, Patuanelli".

Preoccupazione è stata espressa anche da Michele Crisci, Presidente UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere, che ha chiesto al Governo "di far fronte con urgenza alla crisi in atto , anche al di là delle misure poste in essere per le zone più colpite". L'unica nota positiva, ha ricordato Crisci, è "l'aumento a tripla cifra della domanda di veicoli a ridotte emissioni, che beneficiano del contributo Ecobonus".