La kermesse americana conferma l'apertura l'8 aprile e annuncia interventi per contrastare il contagio

Sono giorni delicati per il Salone dell’auto di New York, al via l’8 aprile, perché gli effetti del coronavirus iniziano a farsi sentire pure negli Stati Uniti e cresce il timore che la rassegna possa subire ripercussioni, come avvenuto per il Salone di Ginevra (annullato).

Di conseguenza la società che si occupa dell’organizzazione ha annunciato misure extra per scongiurare il rinvio o la cancellazione della kermesse, che si svolge al polo espositivo Jacob K. Javits di Manhattan.

Lotta al Coronavirus

E’ stato deciso perciò di installare 70 erogatori di gel disinfettante per le mani e dare nuove disposizioni alle imprese di pulizia, che dovranno disinfettare più spesso i veicoli esposti e lavare con maggior frequenza le maniglie delle porte d’ingresso, i dispenser di salviette da bagno e i banconi degli stand, il tutto per ridurre al minimo la possibile diffusione del virus.

Bene la prevenzione, ma basterà?

Solo all’ultimo comunque verrà deciso se far saltare o meno il Salone di New York 2020, durante il quale viene anche assegnato il premio World Car of the Year (annunciate le 15 auto finaliste).

Le premesse tuttavia non sono incoraggianti, perché i tre saloni dell’auto che lo precedono sono stati annullati o posticipati: quello di Ginevra, in programma dal 3 al 15 marzo, non si è svolto, mentre le kermesse di Bangkok (23 marzo-5 aprile) e Zagabria (31 marzo-5 aprile) sono state rimandate. Lo stesso è avvenuto anche per il Salone di Pechino (21-30 aprile).