Basse vendite e costi non più giustificati: dopo i modelli attuali non ne arriveranno altri

Considerato a lungo un’alimentazione strategica e sulla quale credere, il metano non rientra più fra le priorità del Gruppo Volkswagen, che ha deciso di fermare gli investimenti e concentrarli sull’elettrico.

Lo ha dichiarato il responsabile per lo sviluppo del costruttore tedesco, Frank Welsch, che ha spiegato le motivazioni dietro questo inaspettato cambio di strategia nel corso di un’intervista al quotidiano tedesco Handelsblatt, dove ha rivelato essenzialmente che le vendite di auto a metano non sono sufficienti per coprire gli investimenti.

Alimentazione marginale

Nel 2019, come riporta Handelsblatt, in Germania sono state vendute 7.700 auto a metano di tutti i marchi, una frazione rispetto alle 3,5 milioni immatricolate complessivamente. In Italia ne sono state targate 38.620, il 2% sul totale.

Le auto a metano, in altri termini, continuano ad essere una minoranza, anche in quelle nazioni – Germania e Italia, appunto – dove la rete di distributori è più estesa: secondo il sito internet Federmetano, in Europa sono presenti circa 3.700 stazioni di rifornimento, delle quali oltre 2.100 in Italia (1.284) e Germania (846).

E’ evidente insomma che l’alimentazione sia marginale e di conseguenza poco remunerativa, quindi il gruppo tedesco ha deciso di dirottare le risorse sull’alimentazione elettrica, dove ha programmato l'arrivo entro il 2028 di 70 modelli a batterie.

Stop sì, ma non subito

Welsch ha anticipato che lo stop al metano non sarà improvviso, ma verrà portato a termine in diversi anni, perché l’attuale generazione di auto a gas non avrà eredi. Considerato che le più recenti – vale a dire le Seat Leon, Skoda Octavia e Volkswagen Golf – sono state da poco presentate, questo significa che i motori a metano continueranno ad essere venduti per almeno 5 o 6 anni.

Fotogallery: Le auto a metano del Gruppo Volkswagen