Intanto, con un calo fino al 70% nella vendita di carburanti i gestori chiedono aiuto al Governo

Contro il coronavirus arrivano nuove misure per limitare il contagio e stavolta riguardano da vicino gli automobilisti. Dopo la chiusura delle scuole e le restrizioni al turismo, da venerdì 6 marzo il rifornimento di carburante nelle stazioni di servizio in autostrada sarà esclusivamente di tipo "self service" per chi deve fare il pieno.

Il personale dell'area sarà comunque presente, in caso di estrema necessità dell'utente, e questa misura sarà adottata fino alle ore 22:00 del 20 marzo, salvo modifiche in base all'evoluzione della situazione.

Grosse perdite per i distributori

La decisione è stata presa da FAIB Confesercenti, Fegica CISL ed ANISA Confcommercio, organizzazioni dei gestori degli impianti di distribuzione di carburanti nella rete autostradale. Secondo le stime, se le stazioni "ordinarie" hanno subito un calo del 20/30% con picchi di 50% nelle aree vicino alle "zone rosse", nella viabilità autostradale a ridosso delle grandi città del Nord Italia la perdita raggiunge il 60/70%.

"Le conseguenze dell’emergenza sanitaria vanno ad incidere su un settore ed una categoria di operatori economici già in forte stato di sofferenza" precisano le tre organizzazioni. A fronte di margini economici molto ridotti e anni di continua erosione degli erogati, infatti, questo settore fra il 2003 e il 2019 - prima cioè dell'emergenza coronavirus - aveva già sofferto di un crollo del 70%.

Le richieste al Governo

FAIB, Fegica e ANISA invitano i Concessionari delle tratte autostradali - oltre alle aziende proprietarie degli impianti - a farsi carico della situazione modificando gli obiettivi di acquisto minimi previsti dal contratto di fornitura, per ridurre la già forte pressione sui proprietari dei singoli distributori.

Al contempo, le tre organizzazioni si appellano al Governo, chiedendo non solo che anche questo settore acceda alle misure di sostegno, ma anche che ci sia un'opportuna "persuasione morale" alle aziende forti per una migliore stabilità nei rapporti commerciali - ed economici - in attesa di una ripresa generale.