A rispondere ci pensa un sondaggio condotto da Leaseplan intervistando cittadini europei e non solo

La sempre maggiore digitalizzazione dei servizi porta con sé innumerevoli pregi, come ad esempio immediatezza nell’ottenere informazioni, ma anche criticità. La principale riguarda la privacy degli utenti, con i vari dati (nome, posizione etc…) in balia delle società che forniscono i servizi e che non sempre danno chiare informazioni in merito.

Un problema che riguarda sempre più anche gli automobilisti, con i modelli più recenti perennemente connessi e intenti a scambiare dati col mondo esterno. Si tratta di funzionalità che, secondo quanto evidenziato dal Mobility Monitor annuale pubblicato da LeasePlan e focaizzato su Car Data & Privacy.

Cosa preoccupa

Il sondaggio ha riguardato automobilisti e non di paesi europei più gli Stati Uniti. Un insieme di persone che, secondo quanto emerso dai dati, sono principalmente preoccupate riguardo chi abbia o meno la titolarità dei dati del veicolo. Secondo il 53% degli intervistati infatti questo punto è il più importante e quello che genera maggiore apprensione. Una percentuale che scende al 45% se si prendono in considerazione unicamente gli intervistati italiani.

Al secondo posto tra le preoccupazioni maggiori è presente quella relativa a eventuali dati personali che possano rimanere in memoria nell’auto, anche una volta che questa viene venduta. Non è infatti un mistero come molti modelli moderni ormai, interfacciandosi con i nostri smartphone, possano memorizzare numerosi parametri come luoghi visitati, musica preferita e tanto altro ancora. Il 52% degli intervistati ha paura che possa rimanere traccia di tali dati anche ad auto venduta. Per quanto riguarda i soli italiani tale timore riguarda il 53% degli intervistati.

Dati messi in mano all’auto e spesso condivisi, ma con chi? Una domanda che si fa con timore il 49% degli intervistati, ignari di quali e quanti dati possano finire nelle mani di terze parti, come ad esempio Casa produttrice, società di noleggio o altre realtà. È questo il punto oscuro che preoccupa meno gli italiani: 43%.

Dati condivisi, va bene a patto che…

Nel questionario elaborato da LeasePlan non si parla unicamente di timori, ma anche di quelli che potrebbero essere i punti di forza della condivisione dei dati all’interno dell’auto. Il 27% è disposto a condividere parte dei propri dati per ridurre i costi di carburante e quelli legati alla manutenzione.

Il 26% invece non ha problemi a rendere pubblici alcuni dati per evitare traffico o strade congestionate, così da ridurre il tempo di percorrenza, mentre il 25% pensa maggiormente all’ambiente e darebbe i propri dati per ridurre le emissioni. Al 24% c’è invece chi risulta essere più interessato all'aumento dell prestazioni del veicolo, da barattare con alcuni dei propri dati.