Evoluzione della Vision 2030, questa sportiva ha un look più muscolare ed è rialzata da terra

Da anni Giugiaro sta portando avanti l’idea di una coupé supersportiva alta da terra, in grado di andare forte su asfalto ma anche su fondi accidentati. Ad arrivare per primo in questo filone è stato il suo prototipo Italdesign Parcour del 2013, seguito dalla Vision 2030 del 2019, granturismo elettrica a 4 posti sviluppata dalla GFG Style, azienda creata da Giorgetto Giugiaro insieme al figlio Fabrizio dopo la cessione di Italdesign al Gruppo Volkswagen. A meno di un anno dalla presentazione, la Vision 2030 è stata evoluta per il Salone di Ginevra 2020 (poi annullato) e con l'occasione guadagna il suffisso Desert Raid.

Pneumatici /50 e altezza da terra maggiorata

Come suggerisce il nome, la Vision 2030 Desert Raid è studiata per la guida su sabbia e ha un look più “fuoristradistico”, dettato dalle bandelle nei passaruota e dai pneumatici non più ribassati, ma specifici per l’offorad (hanno spalla /50).

GFG Style Vision 2030 Desert Raid

Restano la carrozzeria filante, il tetto ribassato e l’originale sistema di apertura delle portiere, composte di due parti: lo sportello si apre verso l’esterno, mentre si alza la parte in vetro del tetto.

A cambiare sono anche il colore, non più verde elettrico ma marrone, e l’assetto, perché l’altezza da terra raggiunge i 24 cm, contro i 14, 18 e 22 cm della Vision 2030 (a seconda della modalità di guida). Sul lunotto, inoltre, è presente la ruota di scorta.

Va forte e… lontano

Lunga 4,77 metri, la Vision 2030 Desert Raid ha due motori elettrici per complessivi 517 CV e scatta da 0 a 100 km/h in 3,8 secondi. Ad alimentarli è una batteria di 90 kWh, che promette fino a 450 km di autonomia. La Vision 2030 Desert Raid è dotata della carrozzeria in fibra di carbonio, del telaio in alluminio e della trazione integrale.

Fotogallery: GFG Style Vision 2030 Desert Raid