L'azienda continua a valutare l'equilibrio più corretto tra la salute dei lavoratori e le necessità di partner e clienti

Ferrari decide di non bloccare la linea di produzione e a tal proposito mette in atto ulteriori e ancora più rigorose misure di prevenzione per garantire i più alti standard sanitari, alla luce del decreto del Governo dell’11 marzo relativo al Coronavirus.

La presenza dei lavoratori negli stabilimenti di Maranello e Modena è stata ridotta al minimo, mentre la restante parte dei dipendenti lavora da remoto, in linea con la lettera e lo spirito del decreto.

Il Cavallino non molla

Come è noto la sede di Ferrari si trova al centro dei territori più colpiti dalle misure restrittive del decreto dello scorso 8 marzo, in cui il Governo introduce misure preventive più cautelative per i territori colpiti dalla diffusione di Coronavirus, ma che consente lo svolgimento delle attività lavorative.

Dopo il decreto dell'11 marzo, infatti, Ducati prima e Lamborghini poi sono stati i primi colossi della della Motor Valley a spegnere temporaneamente i motori a causa della pandemia. In quel momento era difficile credere che il provvedimento non si estendesse ad altre aziende, proprio a cominciare da Ferrari, ma a quanto pare i vertici non sembrano intenzionati a fermarsi. In giornata il Premier Giuseppe Conte tornerà a parlare riguardo alla situazione delle fabbriche italiane.