La riduzione del biossido di azoto è una buona notizia, però servono più informazioni

Quanto è più pulita l’aria del nostro paese dopo la paralisi da Coronavirus? Se lo domandano in tanti perché in queste ora stanno rimbalzando un po’ ovunque le immagini registrate dal programma Copernicus che mostrano come i livelli di biossido di azoto (NO2) sull'Italia si siano ridotti in maniera visibile nell'arco di circa un mese.

La notizia di per sé positiva, va però ponderata leggendo meglio i dati e ricordando quali sono i vari inquinanti e le relative fonti.

La segnalazione di un ricercatore della Nasa

A notare il fenomeno del calo di NO2 è stato Santiago Gassò ("Nomen omen", verrebbe da dire [N.d.R.]), ricercatore associato della NASA specializzato nello studio di aerosol atmosferico, nubi e loro interazioni.

Inquinamento e Coronavirus

A ben guardare, però, il confronto che mostra la drastica riduzione di NO2 sull'Italia fa notare come l’arco temporale trascorso fra le due immagini sia sì di un mese - da sabato 8 febbraio 2020 a sabato 7 marzo 2020 - ma anche che l’ultima immagine satellitare fotografi la situazione prima dell’ormai famoso decreto “Italia area protetta” datato 8 marzo 2020.

Cos'è il biossido di azoto

Prima di proseguire nell'analisi della situazione inquinamento occorre però spiegare che cos'è il biossido di azoto (NO2) e da dove viene. Noto anche come diossido di azoto, è un gas tossico considerato un inquinante secondario in quanto non viene prodotto direttamente dai motori a scoppio, ma deriva dall'ossidazione in atmosfera del monossido di azoto (NO).

A sua volta il monossido di azoto è un inquinante primario perché è il sottoprodotto di ogni processo di combustione in presenza di aria, dal fuoco a legna a caldaie, fornelli, motori delle auto e centrali termoelettriche. Il monitoraggio in atmosfera viene effettuato solo per il biossido di carbonio.

Gli altri inquinanti

Un errore da non fare è quello di considerare il biossido di azoto (NO2), quello evidenziato nelle recenti foto satellitari, come l'unico inquinante atmosferico prodotto dalle auto e in generale dal traffico veicolare, oltre che da altre fonti. Questo, assieme al monossido di azoto ricompreso fra gli ossidi di azoto (NOx), deriva dal funzionamento dei motori a combustione interna, così come il particolato suddiviso a sua volta in PM10 e PM2,5 a seconda della dimensione delle particelle solide e liquide disperse nell'aria.

Fra le fonti di questi inquinanti vanno ricordate anche le caldaie, gli inceneritori e alcuni impianti industriali. NOx, PM10 e PM2,5 sono tutti molto pericolosi per la salute umana perché colpiscono le vie respiratorie e i polmoni.

Come riporta poi il sito dell'Arpa regione Lombardia esistono tanti altri inquinanti che vanno monitorati: ozono troposferico, monossido di carbonio, biossido di zolfo, benzene, metalli, idrocarburi policiclici aromatici (IPA), ammoniaca, carbonio elementare, carbonio organico e black carbon. Vanno poi ricordati il piombo, l'arsenico, il cadmio, il nichel e l'idrogeno solforato, l'acido nitroso e la formaldeide.

La CO2 è un'altra cosa

Tutt'altra cosa è la CO2 (detta anche anidride carbonica o diossido di carbonio) che non è un inquinante, ma è il più importante gas serra "climalterante", in grado cioè di contribuire al surriscaldamento globale dell'atmosfera terrestre.

Anche per la produzione di CO2 l'auto è una delle "colpevoli", assieme a centrali termoelettriche e stabilimenti industriali dove ci sono processi di combustione o fermentazione.

La questione traffico

Intuitivamente il calo del pericoloso gas tossico nell'aria italiana è stato da molti associato alla riduzione del traffico di auto provocato dalle limitazioni agli spostamenti personali imposti dal governo causa Covid-19 (qui le istruzioni per l'autodichiarazione), ma non mancano i dubbi su questa correlazione diretta causa/effetto.

Una serie di concause

La riduzione del traffico fino al 4 marzo 2020 era infatti solo del 18% in autostrada, del 20% in ingresso nell’Area C di Milano e del 12% in Emilia Romagna (come riportato nel Dataroom di Milena Gabanelli).

Ricordiamo che le scuole sono chiuse in tutta Italia dal 5 marzo 2020, mentre le successive misure di contenimento del Coronavirus a livello nazionale faranno sentire i loro effetti su smog e inquinamento atmosferico più avanti. Insomma, vento e perturbazioni potrebbero essere altre concause alla base di questo abbassamento di NO2 nell’aria.

In Cina qualcosa di simile

Ricordiamo che un fenomeno simile e su scala ancora più grande è stato osservato da Nasa ed Esa in Cina, dove un confronto fra i primi 20 giorni di gennaio 2020 e i secondi 15 giorni di febbraio ha evidenziato un sensibile calo nella densità di biossido di azoto nell'aria su tutto il paese asiatico.

Inquinamento e Coronavirus

Questo cambiamento è stato attribuito “almeno parzialmente” alla riduzione del traffico veicolare, al blocco delle attività produttive e alla quarantena che dal 23 gennaio ha fermato quasi la metà della popolazione cinese.

Situazione variabile in Lombardia

Anche osservando la qualità dell’aria in Lombardia monitorata dall’Arpa regionale si può notare come i livelli “scarsi” registrati il 9 marzo su Milano e province limitrofe si sia spostato oggi, 13 marzo, sulla zona di Brescia, Mantova e Cremona.

Inquinamento e Coronavirus
Lombardia, qualità dell'aria. Indice QA 09/03/2020
Inquinamento e Coronavirus
Lombardia, qualità dell'aria. Indice QA 13/03/2020

Tutto ciò a ulteriore conferma che fenomeni di questo tipo registrati su una base temporale ristretta e senza significato statistico poco dicono sugli effetti a lungo termine del calo del traffico di auto.

Per l'ambiente forse non è una "buona notizia"

Per concludere, poi, un’ultima considerazione della stessa Gabanelli che un paio di giorni fa scriveva:

“l’aria è più pulita, ma non è una buona notizia”.

La giornalista d’inchiesta arriva infatti a guardare oltre la fase d’emergenza contingente e a considerare che, una volta esaurita la pandemia del Coronavirus, le risorse destinate a combattere il cambiamento climatico saranno dirottate verso la ricostruzione di società ed economie disastrate dal virus.