Succede in Corea del Sud, ma il metodo del “drive trough” viene adottato anche in Australia e USA

La lotta al Coronavirus passa anche dai numeri statistici su cui capire come evolve il contagio, tenendo conto che la maggior parte delle persone che viene a contatto con il virus è asintomatica.

Per effettuare, quindi, i cosiddetti tamponi sul maggior numero di individui possibile, senza mettere in ulteriore difficoltà gli ospedali, in Corea del Sud - un altro dei Paesi maggiormente coinvolti, oltre all'Italia - si è pensato di sottoporre le persone al test del Coronavirus senza farle scendere dalle proprie automobili. Un po’ come succede quando ci si ferma ai caselli in autostrada, tanto per capirci.

I numeri del Coronavirus

In Sud Corea si parla di 20mila tamponi al giorno, per un totale di 200mila tamponi registrati dall’inizio della diffusione del Coronavirus. Il passo successivo è capire come dare modo ai laboratori deputati a fornire il risultato di tutti questi tamponi di gestire numeri del genere, ma intanto anche l’Australia (dov'è stato annullato il GP di Formula1) e gli Stati Uniti hanno preso spunto da questa soluzione per monitorare la diffusione del Covid-19.

 

In questo modo, tra l’altro, si riuscirebbe anche a togliere un po’ di pressione dalle strutture sanitarie per queste operazioni di screening della popolazione, limitando oltretutto anche i rischi di contagio per il personale medico, che in questa fase di emergenza è invece molto importante salvaguardare.