La crisi economica potrebbe rallentare il processo di decarbonizzazione e la lotta al cambiamento climatico. Elettrificazione inclusa.

L’enorme impatto economico e sociale del Coronavirus determinerà uno spartiacque con pochi precedenti nella storia.

Nel dopo-pandemia, il mondo non sarà più lo stesso e fra le tante rivoluzioni probabili, una riguarda la mobilità e quindi l’industria dell’auto. Un settore messo già alla prova negli ultimi anni da un’altra sfida che l’Europa sta combattendo con grande determinazione, contro un altro nemico più visibile del virus ma comunque ignorato dai più: i cambiamenti climatici.

Se fino a poche settimane fa la via della decarbonizzazione sembrava segnata, con la consapevolezza che sviluppo può fare rima anche con sostenibilità, ora il circolo virtuoso che pareva innescato potrebbe spezzarsi. Il perché è presto detto: il mondo rischia di avvitarsi in una crisi economica ancora impossibile da prevedere che richiederà uno sforzo economico enorme per preservare aziende e posti di lavoro.

E quindi, cosa ne sarà della transizione energetica e dell’auto elettrica, che in un certo senso ne è portabandiera? Abbiamo affrontare il discorso in questo nuovo video-analisi con Fabio Orecchini, Professore di Sistemi Energetici (www.fabioorecchini.it) cercando di immaginare se e come la battaglia contro il Coronavirus e quella in favore dell’ambiente possano essere condotte contemporaneamente, per non vanificare l’impegno profuso negli ultimi anni per arrivare, al 2050, al traguardo della carbon neutrality.