L'obiettivo è di realizzarne oltre un milione al mese, da destinare agli operatori del Servizio Sanitario

FCA resta in prima linea per combattere l'emergenza Coronavirus. Dopo la donazione di 10 milioni di euro e la collaborazione con Siare Engineering per produrre respiratori, trasforma uno stabilimento auto in una fabbrica di mascherine, che a regime ne fornirà oltre un milione al mese.

La novità è giunta ad ogni singolo dipendente nel mondo tramite una lettera direttamente dall'amministratore delegato di FCA Mike Manley. Nonostante il blocco alla produzione auto, non solo in Europa ma anche in Nord America, FCA ha preferito non fermarsi del tutto e continuare a far muovere un impianto - non è ancora specificato di preciso quale, ma sarà asiatico - sia per rendersi il più possibile utile al Servizio Sanitario, sia per cercare di scongiurare gli enormi costi umani di un collasso industriale.

Un lodevole impegno

FCA e Ferrari già collaboravano con Siare Engineering, la prima azienda nazionale per la produzione di respiratori, fornendo a quest'ultima tecnici, operai e in generale forza lavoro, per aumentarne la capacità produttiva. Ora però, si tratta di spingersi ancora oltre, fino a quella che sembra una vera e propria "corsa alle armi", in una guerra combattuta a mascherine e respiratori, contro il Coronavirus.

Alcuni altri marchi, Come Ford e Rolls-Royce, hanno per primi intrapreso questa direzione nel Regno Unito su richiesta del premier inglese Boris Johnson. C'è da dire, però, che per FCA non sembra essere arrivata alcuna richiesta ufficiale da parte del Governo Italiano: la decisione stessa di aiutare la Siare prima, e di produrre direttamente in un suo stabilimento ora, sembra quindi siano state prese in modo totalmente autonomo.

"L'impegno di FCA costituisce una speranza ed esprime un alto valore simbolico" dice Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm responsabile del settore automotive. "È arrivato il momento difatti che le grandi forze globali uniscano i loro sforzi per sconfiggere l'epidemia Covid-19, che sta minacciando la sicurezza e le legittime aspirazioni dell'intera Umanità".