Osservare ciò che sta accadendo in Cina ci aiuta a prevedere cosa ci aspetta

La Cina vede la fine del tunnel da Coronavirus. Lo stiamo leggendo su tutti i giornali ed è normale che sia così per questa pandemia che attanaglia il mondo. Il che si traduce in una ripresa anticipata dell’economia dell’immenso paese asiatico che ha vissuto oltre 6 settimane di lock down.

E’ presto per parlare di ritorno alla normalità, ma i segnali ci sono e per quel che ci riguarda interessano anche la mobilità e quindi il mondo dell’auto. Osservare ciò che sta accadendo laggiù dove tutto è cominciato è interessante per capire cosa potrebbe succedere anche in Europa e quindi in Italia, dove dopo l’emergenza sanitaria sarà necessario affrontare quella economica. Che è inevitabile.

Il gigante asiatico si rialza lentamente

La paralisi forzata di ogni paese ha delle ripercussioni inevitabili e quelle previste per il settore dell'auto, costretto negli ultimi giorni a chiudere praticamente tutte le fabbriche e le concessionarie, sono enormi.

In questo scenario di recessione il mercato cinese dell'auto rappresenta però una sorta di osservatorio sul futuro, una realtà che ha affrontato prima il crollo delle vendite e ora la prima ripresa produttiva, con diverse settimane di anticipo sull'Europa.

Traffico in Cina

D'altro canto non bisogna dimenticare che la pandemia Coronavirus blocca gli stabilimenti di produzione auto a livello globale e questo rallenta la ripresa della filiera automotive cinese che li rifornisce. Insomma, la Cina è il principale fornitore di componentistica per le auto di tutto il mondo, ma se il mondo si ferma anche la Cina deve fermarsi per mancanza di clienti. Questo porta oggi le fabbriche cinesi a lavorare solo al 50-60% della capacità produttiva massima.

Il più grande costruttore auto al mondo

Occorre però precisare che sia l'andamento dei contagi che le peculiarità del mercato e dell'industria dell'auto cinese sono così unici che non è facile ipotizzare un'evoluzione simile in tutti gli altri paesi. In primo luogo parliamo del più grande produttore mondiale di auto, con oltre 21,3 milioni di unità prodotte nel solo 2019 (9,3% del PIL cinese) e vendute quasi tutte sul mercato interno. In secondo luogo la Repubblica Popolare Cinese ha un ordinamento politico, giuridico, economico e sociale molto diverso dai paesi occidentali e anche questo incide sull'intera evoluzione della crisi.

Centro di produzione Polestar in Cina

Vendite auto in Cina: -81,63% a febbraio

In questo contesto fa davvero impressione il dato delle vendite di febbraio 2020: 224.000 auto vendute contro 1.219.500 pezzi venduti a febbraio 2019, con un calo dell'81,63% che è anche il peggiore nella storia dell'enorme mercato auto asiatico. Anche il cumulato gennaio-febbraio 2020 segna un -43,54% rispetto allo stesso bimestre del 2019.

-47% nella prima metà di marzo

Al momento l'associazione dei costruttori cinesi di auto (CAAM) non ha aggiornato le sue stime di vendita totali di auto per il 2020, ma al suo posto lo ha fatto un'altra associazione, la China Passenger Car Association (CPCA): -10% alla fine dell'anno. Questa previsione, riportata da Automotive News China, può sembrare piuttosto ottimistica, ma si baserebbe su dati statistici forniti anche dall'associazione dei concessionari cinesi con cui la CPCA è affiliata. La stessa CPCA, riporta Reuters, cita anche il dato di vendite auto nella prima metà di marzo 2020, parziale eppure significativo per dimostrare un miglioramento rispetto al crollo di febbraio: -47%.

Vendite auto in Cina da inizio 2020

  2020 2019 Variazione %
Gennaio

1.607.000

2.023.700 -20,59%
Prima metà Febbraio 4.909  59.930 -91,81%
Febbraio 224.000 1.219.500 -81,63%
Prima metà Marzo N.D. N.D. -47%
Lynk & Co 05

Riaprono le concessionarie, ma i clienti sono dimezzati

Scendiamo quindi un po' più nello specifico e vediamo cosa succede in Cina a livello di concessionarie auto. La CPCA riporta una riapertura del 93.5% degli showroom cinesi, mentre uno dei più grandi concessionari parla di una presenza di clienti ridotta al 53% rispetto ai normali livelli pre Coronavirus. La ricerca riportata da Automotive News va ancora più in profondità analizzando le diverse tipologie di marchi.

Soffrono di più i marchi cinesi

Le concessionarie di auto cinesi prodotte in Cina lamentano presenze ridotte al 35% rispetto ai periodi "normali", mentre quelle di marchi stranieri prodotti in Cina stanno attorno al 54%; i saloni di marchi di lusso si posizionano invece sul 57%. In un'intervista ad Al Jazeera un responsabile vendite cinese di GAC Motors dice:

"All'inizio, quando abbiamo riaperto, c'erano due o tre gruppi di persone ogni giorno, ma ora ce ne sono di più, forse cinque gruppi. Ogni giorno che passa c'è sempre un po' di attività in più, visto che molti concessionari tornano operativi e sempre più clienti vogliono rientrare negli showroom."

Più fiducia nell'auto, meno nel trasporto pubblico

Altrettanto interessante è una ricerca online effettuata da Ipsos sui potenziali clienti di auto in Cina per capire come il Coronavirus ha cambiato opinioni e abitudini di acquisto. Un campione di 1.620 persone intervistate a fine febbraio ha messo in luce alcuni aspetti per certi versi scontati, ma comunque significativi su come potrebbe modificarsi le intenzioni di acquisto dopo il Coronavirus.

cina auto elettriche quality gate

Innanzi tutto il 66% degli intervistati si dice più propenso a utilizzare l'auto privata rispetto a prima, a scapito di autobus, metro e taxi. La stessa paura del contagio porta il 72% delle persone interpellate a dire che il Coronavirus ha rafforzato la loro intenzione di comprare l'auto perché "guidandola ci sono meno rischi di infettarsi" e perché non si fidano più del trasporto pubblico.

App, siti e social per informarsi, optional anti contagio per difendersi

Per cercare le informazioni sulle auto le fonti in netta crescita fra gli intervistati cinesi sono le app, i siti web e i social media, mentre fra le dotazioni che si vorrebbero trovare in auto diventano importanti i sistemi di filtraggio dell'aria esterna, gli interni in materiali antibatterici, i sistemi di allerta zone rosse e focolai e i dispositivi di monitoraggio della salute dei passeggeri.

Vendita e assistenza auto da remoto o a domicilio

Una modalità di acquisto dell'auto che ha già iniziato a diffondersi, ma che sarà accelerata dalle nuove paure del contagio, è quella online. Sempre meno concessionarie reali e sempre più concessionarie virtuali. In linea con questa tendenza è anche la risposta data al sondaggio cinese dove la maggioranza del campione ha detto di preferire showroom online e configuratori in realtà virtuale o realtà aumentata.

Acquisto auto online in Cina

La stessa preferenza è stata espressa anche per i servizi di assistenza post vendita, possibilmente da remoto "over the air", direttamente a casa del proprietario o con ritiro e riconsegna a domicilio. Ovviamente i servizi di sanificazione antibatterica dell'abitacolo vengono al primo posto.

La variabile tempo

Quanto più lungo sarà il blocco dell'industria dell'auto tanto peggiori saranno le conseguenze sull'intera economia mondiale e sul settore nello specifico. La variabile tempo, la durata della crisi sanitaria, economica e sociale è quindi fondamentale per capire qual è il futuro dell'auto. Una delle paure principali è che questo stop forzato dell'industria e la conseguente fase di recessione economica possa portare, in un deleterio effetto domino, alla perdita di milioni di posti di lavoro nel settore auto in tutto il mondo.

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In periodi di crisi e depressione economica l'auto passa in secondo piano, non essendo un bene di prima necessità e questo è normale. C'è solo quindi da incrociare le dita e sperare che l'emergenza Coronavirus globale possa risolversi in poche settimane. Per in modo che ciò succeda è anche necessario che tutti noi restiamo in casa, come giustamente impongono la legge e la scienza.