I sindacati in agitazione contro il nuovo decreto che blocca gran parte dell’attività produttiva italiana

Dallo scoppio dell’emergenza Coronavirus in Italia il Governo ha costantemente aggiornato, a suon di decreti, la lista di ciò che si può e non si può fare sul territorio italiano. Dagli spostamenti ammessi solo in caso di comprovato motivo alle attività commerciali che possono o meno continuare ad operare, passando per il mondo dell’industria.

Proprio quest’ultimo è stato oggetto di un nuovo decreto, firmato ieri, nel quale si elencano i tipi di attività produttive che potranno continuare ad operare. Si tratta principalmente di attività essenziali come la salute, pubblica utilità e servizi essenziali. Un elenco che ha causato molti malumori nei sindacati, pronti a scioperare mercoledì 25 marzo come segno di protesta nei confronti del Governo.

Dai metalmeccanici a ogni attività

Inizialmente lo sciopero avrebbe dovuto riguardare unicamente il mondo metalmeccanico e solo successivamente si sono uniti numerosi altri settori, come chimico, tessile, energia e manifattura, ai quali potrebbe aggiungersi anche quello bancario, per uno stop generale che durerà 8 ore. La protesta è così generalizzata e si scaglia contro la decisione di inserire nell’elenco delle attività essenziali anche alcune che – secondo i sindacati – non lo sono.

“Cgil, Cisl e Uil chiedono con estrema urgenza un incontro in relazione al DPCM emanato il 22 marzo 2020 contenente all'allegato 1 una serie di attività industriali e commerciali per le quali si dispone la sospensione fino al 3 aprile 2020 – si legge nel comunicato delle sigle sindacali – Tale allegato prevede un elenco molto consistente di attività industriali e commerciali aggiuntive, per gran parte delle quali riteniamo non sussistere la caratteristica di indispensabilità o essenzialità”.

Il problema sicurezza

In sindacati sollevano la questione della sicurezza dei lavoratori, costretti a muoversi nonostante la pandemia anche se impiegati in lavori non di pubblica utilità ed essenziali.

Il comunicato continua dicendo “In questa fase difficile del Paese, Cgil Cisl e Uil hanno sempre messo in evidenza la necessità di mettere al primo posto, rispetto a qualunque altra valutazione, la salute e la sicurezza dei lavoratori e delle lavoratrici e si sono assunte la responsabilità di definire le regole – contenute nel protocollo del 14 marzo scorso – per garantirla. Cgil Cisl e Uil credono che siano obiettivi comuni del Governo oltre che delle parti economiche e sociali, il contenimento del virus, la garanzia delle attività essenziali alla collettività e oltre che ovviamente, in primis, la sicurezza e la salute di chi lavora.