Per fare un confronto con le settimane precedenti abbiamo preso i dati dei km percorsi utilizzando Waze

Da ormai qualche settimana in Lombardia è scattato lo stop agli spostamenti non essenziali, poi esteso con decreto del Presidente del Consiglio a tutta Italia. Di fatto per muoversi in auto (o con qualsiasi altro mezzo) c’è bisogno di un comprovato motivo di lavoro, salute o emergenza.

Naturalmente tale mossa ha fatto crollare il traffico, con beneficio per quanto riguarda le emissioni. Ma di quanto? Per provare a capirlo abbiamo preso i dati derivanti da Waze, l’app di navigazione social, e relativi agli spostamenti in Lombardia, come detto la prima regione a imporre lo stop alla circolazione.

Il riferimento

Nella settimana tra il 15 e il 21 febbraio, quindi prima dello scoppio dell’emergenza, i dati di Waze segnalavano una percorrenza di 15,3 milioni di chilometri utilizzando l’app in provincia di Milano, per un totale di 28,8 milioni di minuti di navigazione attiva. Dati nella media, come quelli registrati intorno ai 2 principali focolai italiani: Bergamo con 2,2 milioni di km percorsi e 3,1 milioni di minuti e Lodi: 600mila chilometri per 700mila minuti.

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Nella tabella qui sotto trovate i dati della settimana precedente all’emergenza nei comuni poi maggiormente colpiti.

Provincia

Km percorsi

Minuti di utilizzo

% segnalazioni rispetto a settimana precedente

Milano

15,3 milioni

28,8 milioni

+3,3

Monza

2,8 milioni

5,1 milioni

+5,5

Bergamo

2,2 milioni

3,1 milioni

+18

Cremona

520 mila

651 mila

-34,3

Lodi

600 mila

700 mila

+14,3

Pavia

1,1 milioni

1,4 milioni

-11,4

Inizia il crollo

L’inizio dell’emergenza Coronavirus in Lombardia coincide con la settimana dal 22 al 28 febbraio e i dati mostrano come l’ordinanza abbia fin da subito avuto effetto sul flusso di traffico in Lombardia. Milano ha visto scendere del 33% circa l’uso di Waze, per un totale di 10,1 milioni di km percorsi e 17,5 milioni di minuti di utilizzo. A crollare sono state anche le segnalazioni: -72,1%.

Un crollo generalizzato per tutta la Lombardia, segno di come allo scattare dell’emergenza in molti abbiano fin da subito rispettato il consiglio di stare a casa, iniziando a lavorare da casa e limitando gli spostamenti personali. Di seguito la tabella completa.

Provincia

Km percorsi

Minuti di utilizzo

% segnalazioni rispetto a settimana precedente

Milano

10,1 milioni

17,5 milioni

-72,1

Monza

2,1 milioni

3,5 milioni

-83,8

Bergamo

1,3 milioni

1,8 milioni

-88,1

Cremona

310 mila

390 mila

-52,2

Lodi

280 mila

350 mila

-87,5

Pavia

740 mila

940 mila

-83,9

Stop generale

Con la settimana dal 29 febbraio al 6 marzo le maglie si sono strette ulteriormente, con sempre più aziende chiuse e lavoratori a casa. Si tratta dell’ultima settimana con la zona rossa limitata alla sola Lombardia più alcuni comuni delle regioni confinanti, e poi allargata all’intero territorio nazionale.

Intorno a Milano l’uso di Waze si  più che dimezzato sia per quanto riguarda i km percorsi, sia per i minuti di app accesa. Diminuzioni del 50% e oltre anche nelle altre province monitorate, con strade sempre più libere e cittadini ormai convinti (o rassegnati) a lasciare l’auto in garage.

Provincia

Km percorsi

Minuti di utilizzo

% segnalazioni rispetto a settimana precedente

Milano

4,2 milioni

7,3 milioni

+26,3

Monza

840 mila

1,4 milioni

+40,7

Bergamo

510 mila

764 mila

-26,1

Cremona

152 mila

200 mila

-63,6

Lodi

156 mila

208 mila

0

Pavia

328 mila

442 mila

+60

La situazione sulle autostrade

I dati raccolti da Waze riguardano il territorio delle varie province, senza fare distinzione sul tipo di strada e indicando unicamente quando è calato l’utilizzo dell’app (e quindi il numero di auto in giro). Per avere un quadro ancora più dettagliato su come e quanto sia crollato il traffico in Italia possiamo fare affidamento sui dati resi noti da Autostrade.

La concessionaria ha infatti dichiarato che nella settimana dal 9 al 15 marzo il traffico sulla rete è calato del 56,3%, con minimo giornaliero arrivato anche all’84%. “Si tratta della flessione dei transiti in assoluto più importante nella storia della società, nel periodo sia pubblico che privato” fa notare il comunicato stampa diramato.