Con una classica impostazione da FPS e un gameplay adrenalinico, rimane avvincente come solo un gioco della saga di DOOM sa fare

Molto spesso si parla di come Ford abbia dato il via al mondo delle pony car con la primissima Mustang nel 1964. Prima di allora infatti non c'era qualcosa di simile e dopo di ei è stato un fiorire di modelli simili per aspetto e concezione. Perfetto, idSoftware ha fatto qualcosa di simile con DOOM nel 1993, dando fondamentalmente vita agli FPS (first person shooter, sparatutto in prima persona) come li conosciamo oggi.

Gli ingredienti sono sempre gli stessi: un'arma in primo piano, in basso indicatori salute e corazza da un lato, numero di proiettili dall'altro, orde di nemici da uccidere: questa è l'esplosiva miscela che è sempre stata alla base della serie DOOM.

E così come Ford ha rinnovato la Mustang, epoca dopo epoca fino ad arrivare alla generazione attuale, idSoftware ha fatto lo stesso con il suo titolo, rinnovandolo di volta in volta, passando attraverso edizioni di certo non memorabili) per poi rilanciarlo in pompa magna nel 2016 con un classico reboot. Ora è finalmente arrivato il sequel: si chiama DOOM Eternal l'abbiamo potuto provare per diverse ore su PlayStation 4.

L'adrenalina regna sovrana

Andiamo con ordine e partiamo dalle basi: DOOM è sempre DOOM. È stato un gioco adrenalinico e diverso dagli altri fin dall'inizio, e lo è tutt'ora con il nuovo capitolo. Per dare un'idea non serve nemmeno ricaricare le armi, una particolare mossa degli sviluppatori per non ridurre la foga del momento neanche per un secondo.

Per lo stesso motivo la salute non si ricarica da sola rimanendo fermi, e non esiste un modo per mettersi al riparo dietro qualcosa, insomma in questo gioco i riflessi sono tutto - ma proprio tutto - dalla modalità più facile a quella più estrema. E non bisogna mai dimenticarsi la regola fondamentale: o spari e uccidi, o muori.

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Trama

Non è mai stata - e non deve essere - il punto forte della saga di DOOM. Eternal prosegue gli eventi del suo predecessore: le forze dell'Inferno ora hanno iniziato a invadere la Terra, sterminando il 60% della popolazione, e in questo scenario apocalittico il DOOM Slayer (cioè il nostro personaggio) deve respingere i demoni per salvare l'intera umanità.

La base del "salvare il mondo" è un grande classico dei videogiochi e dei film, che forse inizia a perdere la sua originalità, ma questo non ha importanza quando si tratta di DOOM: qui la trama non deve essere un punto centrale, ma semplicemente un collante per passare da un momento d'azione ad un altro, dando un - minimo - senso alla carneficina. E questo lo fa più che bene.

DOOM Eternal
DOOM Eternal

Grafica

È difficile che se ne trovino altre così in questo tipo di videogiochi. La definizione delle immagini è incredibile, così come la fluidità dei movimenti di qualsiasi tipo, praticamente senza mai dare cali di framerate.

Ed è più che comprensibile, dato che come dicevamo questo gioco si basa sui riflessi e sull'adrenalina, tutto deve essere frenetico, non c'è tempo di fermarsi e nascondersi dai nemici. Ogni frazione di secondo può essere vitale, e qui nitidezza e fluidità fanno una grossa differenza.

Insomma, guardando il trailer di lancio è logico aspettarsi che le scene di gioco in realtà non siano poi così curate come nel video... Beh, in tal caso sarà una piacevole sorpresa anche per voi.

DOOM Eternal

Gameplay

Dulcis in fundo, perché questo è il vero punto focale della saga di DOOM. Già, perché se oggi giorno tutti (o quasi) puntano tutto sul realismo della grafica e solo in secondo luogo di trama e gameplay, qui le cose cambiano: la grafica c'è tutta, la trama c'è quanto serve, ma il "fattore gioco" è quello su cui si vede lo studio più corposo, che nel prodotto finito ha dato i suoi frutti.

Come già detto prima, il gioco è basato sull'avere enormi riflessi a causa dei continui momenti frenetici, e per sopravvivere a tutta quell'azione bisogna acquisire una buona padronanza dei tasti. Ebbene, già dopo poche ore di gioco si inizia a sentire questa confidenza coi controlli, sinonimo che tutto è stato messo nel posto giusto per rendere il gameplay nelle scene d'azione il più coinvolgente possibile.

A questo aggiungeteci uccisioni corpo a corpo brutali, alcuni demoni più forti e resistenti, una motosega che divide a metà in nemici facendo cadere munizioni e altri oggetti utili - come se il gioco stesso dicesse che più si è violenti, più è facile avanzare - tutto circondato da una potente colonna sonora metal. Ed ecco che, passatemi il termine, il "gioco è fatto".

Fra le sequenze di puro action si intervallano alcuni momenti platform, praticamente senza nemici, in cui bisogna semplicemente trovare il modo di proseguire: è una scelta che snatura un po' la frenesia del gioco, ma c'è da dire che sono gli unici momenti in cui si può tirare il fiato, quindi sono più che apprezzabili.

Verdetto

Come già detto molti giochi oggi puntano tutto su grafica e colonna sonora, perdendosi un po' quando si parla di trama o, soprattutto, gameplay. Se però, come i più nostalgici, non volete rinunciare a un gioco che non deve essere un film interattivo bensì un modo per divertirsi in alta definizione alla vecchia maniera, allora DOOM Eternal potrebbe tranquillamente fare al caso vostro.

La scheda

Titolo Sviluppatore Piattaforma Prezzo
DOOM Eternal id.Software

PC

PS4

Xbox One

Google Stadia

Nintendo Switch

59,99 euro

69,99

69,99

n.d.

n.d.

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