Il premier Conte risponde e attiva il Ministero dei Trasporti. La posta in gioco è troppo alta: il trasporto di beni di prima necessità

La minaccia di uno sciopero dei benzinai dal 25 marzo è di quelle pesanti perchè darebbe un’ulteriore mazzata al paese pesantemente provato dall’emergenza Coronavirus. Le motivazioni delle associazioni di categoria - Faib, Fegica Figisc/Anisa - ve le abbiamo riportate in questo articolo e sono state rilanciate nelle ultime ore costringendo il premier Giuseppe Conte, ad una risposta per rassicurare il paese: “vi posso garantire che sarà sempre garantita la filiera alimentare e quindi i rifornimenti di carburante”, ha dichiarato a margine della conferenza stampa di oggi.

Non solo autostrada

Il rischio di serrata è concreto e rappresenterebbe un problema non tanto per i (pochi) automobilisti in circolazione, ma per il trasporto merci, essenziale per l’approvvigionamento di ospedali e filiera alimentare, cioè dei beni essenziali che in una situazione di emergenza nazionale non possono essere messi in discussione.

L’importanza dell’operatività dei gestori dei carburanti ci è stata spiegata da Conftrasporto: se la serrata dovesse limitarsi ai distributori autostradali il problema sarebbe relativo. Gran parte dei trasportatori infatti si riforniscono direttamente in sede con distributori di proprietà e, calcolando autonomie di ormai circa 1.000 km per i moderni autotreni, le merci potrebbero arrivare a destinazione. Il problema si porrebbe se la serrata fosse estesa - come minacciato oggi - ai distributori su raccordi, tangenziali e strade secondarie.

Padroncini e ultimo miglio

Ad esser messo in crisi sarebbe il trasporto merci sull’ultimo miglio: secondo i dati fornitici da Conftrasporto infatti circa il 30-35% dei mezzi si rifornisce a distributori stradali, specialmente flotte appartenenti a padroncini. Significa che bene o male 1/3 di tutto il trasporto circolante in Italia.

L’impatto sulla grande distribuzione e sulle altre attività (per non parlare degli ospedali) rischierebbe di essere devastante, con scaffali via via sempre più vuoti e anche i mezzi appartenenti ai vari store online fermi con serbatoi a secco.

Governo fiducioso

I margini di trattativa tra le sigle sindacali e il Governo ci sono e la speranza è che si giunga a un accordo, per evitare uno sciopero che potrebbe – mai come oggi – creare gravi problemi ai consumatori finali. A margine della conferenza stampa di presentazione dell’ultimo Decreto, Conte ha escluso categoricamente la possibilità che i rappresentati di categoria possano portare avanti la serrata e ha di fatto aperto al dialogo:

I sindacati sanno che la porta di Chigi e dei vari ministeri, sono sempre aperte, le porte sono sempre aperte. Ci siamo incontrati tante volte e continueremo a farlo. Il confronto è fondamentale e continuerà.

Nello specifico si sono attivati la Ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli e il Ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli per agevolare un accordo tra benzinai e concessionari autostradali. Segue la nota stampa de MIT:

I concessionari autostradali, su richiesta del MiT e del MiSE, si sono detti disponibili ad applicare misure provvisorie di sostegno che includono la sospensione del corrispettivo contrattuale da parte dei gestori di carburante e la gestione della pulizia dei piazzali. Dal canto loro, i gestori potranno concordare con i concessionari autostradali periodi di apertura alternata, in funzione della dinamica del traffico. Dovranno essere, in ogni caso assicurati, i rifornimenti in modalità self-service. L'iniziativa è rivolta ad assicurare, anzitutto, la mobilità delle merci e del servizio di trasporto che rientra tra quelli di interesse pubblico essenziale ai sensi del Decreto legge n.18 del 17 marzo 2020.