Federauto chiede sostegno al Governo. La cassa integrazione non basta a salvare 70 mila posti di lavoro

Concessionarie chiuse e fabbriche che non producono più auto, ma dispositivi medici. La lotta al Coronavirus si è abbattuta così sul settore auto e, se ad aprile le immatricolazioni sono scese dell'8,8%, a marzo è facile prevedere che la discesa sarà più drastica. I numeri esatti saranno comunicati oggi alle 18:00 dal Ministero dei Trasporti, ma Federauto, che rappresenta i Concessionari in Italia, già parla di un crollo dell'86%. Peggio della Cina, che a febbraio ha perso l'80% delle immatricolazioni.

La situazione è delicata, perché in ballo ci sono migliaia di posti di lavoro. L'Acea stima che in Italia il lockdown farà perdere il lavoro a 70 mila persone impiegate nel settore auto (su un totale di circa 250 mila addetti).

Nel frattempo alcuni marchi hanno reagito al Coronavirus dirottando le vendite sul web; ad esempio FCA ha aperto le chat su Google Hangouts e Mercedes ha messo online le auto in pronta consegna. Ma si tratta di iniziative di singoli marchi e Federauto chiede aiuto al Governo per sostenere i lavoratori e il PIL che rappresenta il settore auto: ricordiamo, infatti, che la filiera vale il 10% del PIL.

Poco spazio all'ottimismo

"Oggi non possiamo essere ottimisti", dice Adolfo De Stefani Cosentino, Presidente di Federauto. Se le limitazioni agli spostamenti e la chiusura delle concessionarie dovesse continuare, tra marzo ed aprile il mercato auto potrebbe perdere 350.000 vendite, con un ulteriore calo del 60% su base annua.

I numeri sono preoccupanti se si considera che tra il 2007 e il 2019, di fronte ad un calo del 23,2%, hanno perso il lavoro circa 30.000 addetti.

"Abbiamo bisogno di grande attenzione da parte del Governo perché il nostro settore ha tutti i numeri per giustificarla", aggiunge De Stefani Cosentino, spiegando che le misure sulla cassa integrazione - comunque gradite - "sono insufficienti" a fronteggiare una situazione senza precedenti come questa.

L'impegno delle case auto

Se da un lato si chiede sostegno al Governo, dall'altro un ruolo essenziale in questa crisi è chiaramente giocato dalle case auto. Da parte loro i concessionari si aspettano "un supporto importante specie nella gestione degli ingenti stock" che ci saranno, "senza trascurare l’intervento per il riequilibrio della gestione economica in presenza del crollo dei volumi. Le concessionarie, infatti, si possono trovare in condizioni migliori a seconda delle politiche adottate dalle case auto e della loro rapidità di intervento".

In questo senso da un lato si ringrazia il ruolo attivo di molte case, dall'altro si teme il ritardo (definito "ingiustificato") di altre, che al momento non stanno adottando contromisure efficaci nella crisi causata dal Coronavirus.