L'associazione internazionale dei costruttori si dice però pronta a dimostrare forza e "resilienza"

Dopo aver dato voce alle principali associazioni di aziende che lavorano nel settore auto, partendo dall'ACEA di livello europeo per arrivare alle proposte al Governo dell'UNRAE in rappresentanza dei costruttori esteri in Italia, è arrivato il momento di sentire il parere dell'OICA sulle gravi conseguenze economiche causate dalla crisi da Coronavirus.

L'associazione internazionale dei costruttori di auto che al suo interno raggruppa 37 organizzazioni nazionali parla infatti di quella che potrebbe essere "la peggior crisi che abbia mai colpito l'industria dell'auto".

Crisi senza precedenti e capacità di risposta ai cambiamenti

I pesanti effetti dell'emergenza sanitaria Covid-19, iniziata da pochi mesi, già "mettono una delle più grandi industrie mondiali di fronte a sfide mai viste prima", dice il presidente dell'OICA, Fu Binfeng.

Il manager cinese ricorda anche come l'industria dell'auto, "dopo aver registrato nel 2019 un arresto della crescita che durava da dieci anni si prepara ad affrontare una crisi senza precedenti", aggiungendo però che tutto il settore saprà "ancora una volta mostrare il suo livello di resilienza", ovvero la sua capacità di ripresa in risposta ai cambiamenti.

Chiusura delle fabbriche al di là degli obblighi nazionali

Mr. Fu sottolinea come la priorità dell'associazione sia quella di proteggere lavoratori e clienti rispettando le singole disposizioni nazionali o andando anche oltre quanto richiesto. Il presidente OICA (Organisation Internationale des Constructeurs d'Automobiles) dice infatti:

"I timori per la salute e la sicurezza dei propri dipendenti ha portato molti costruttori e fornitori di tutto il mondo a mettere in atto drastiche misure di contenimento del contagio, arrivando a chiudere gli stabilimenti anche in assenza di specifiche ordinanze da parte delle autorità locali".

Auto, industria chiave a livello globale

Le varie associazioni affiliate all'OICA si sono anche adoperate per avviare progetti umanitari e di aiuto ai pazienti affetti da Coronavirus, dalla produzione di respiratori polmonari e mascherine fino alla fornitura di mezzi di trasporto per le emergenze mediche.

Oltre a questo c'è un intenso lavoro di preparazione per "avviare il complesso processo di ripresa della produzione" una volta finita l'emergenza Covid-19. Fu Binfeng ci ricorda poi che l'industria dell'auto rappresenta un settore chiave nell'economia e nelle società di tutto il mondo, concludendo così:

"Non ho dubbi che l'industria mondiale dell'auto, come ha già fatto tante volte in passato, saprà dimostrare la sua importanza, la sua forza e la sua resilienza".

ANFIA per l'Italia e ACEA per l'Europa

Ricordiamo che fra i membri dell'OICA c'è l'italiana ANFIA, ma anche altre grandi associazioni nazionali di costruttori auto come la giapponese JAMA, la CAAM cinese, l'ACEA in rappresentanza dell'Europa, la VDA tedesca, l'Alliance for Automotive Innovation negli USA e la SMMT del Regno Unito.

Fra i compiti dell'OICA c'è anche quello di coordinare e calendarizzare i principali saloni dell'auto a livello globale, compresi i saloni di Detroit, Ginevra, Francoforte, Parigi e Tokyo.