A marzo l'Italia è il paese più colpito dalla crisi da Coronavirus, seguita da Francia e Spagna

In attesa di conoscere tutti i numeri del calo di vendite auto in Europa a marzo 2020, è comunque già possibile farsi un'idea chiara del tipo di collasso economico causato dal Coronavirus. I dati parziali diffusi dall'Unrae (Associazione delle Case automobilistiche estere) ci mostrano i cinque principali mercati europei alle prese con una riduzione media delle immatricolazioni a livello del -56%.

Detta in parole semplici, i mercati che rappresentano i tre quarti delle vendite di auto nuove in Europa (nell'ordine Regno Unito, Germania, Francia, Spagna e Italia) sono più che dimezzati, essendo scese le immatricolazioni da 1.347.000 di marzo 2019 alle 599.000 attuali.

La filiera italiana dell'auto è la più colpita

La cosa per noi ancor più preoccupante è che l'Italia risulta essere il paese più colpito dall'emergenza Covid-19 e dal conseguente lockdown nazionale, con una riduzione delle vendite pari al -85,4%. A seguire c'è la Francia con il suo -72,3%, poi la Spagna a -69,3% e, meno colpite, Regno Unito a -44,4% e Germania a quota -37,7%.

Paese Vendite marzo 2020 Vendite marzo 2019 Variazione percentuale
Italia 28.597 195.202 -85,4%
Spagna 37.644 122.659 -69,3%
Francia 62.668 225.818 -72,3%
Germania 215.119 345.523 -37,7%
Regno Unito 254.684 458.054 -44,4%
Totale dei 5 mercati 598.712 1.347.256 -55,6%

Queste percentuali in picchiata significano 750.000 auto in meno sui "major markets", cifra che secondo le stime Unrae potrebbe portare a un bilancio continentale di 1 milione di auto in meno (-45/-55%) vendute a marzo 2020 nell'area EU+UK+EFTA. I dati completi li avremo a metà aprile.

Verso un 2020 dell'auto al -30%

Il direttore dell'Unrae, Andrea Cardinali commenta così i primi numeri che arrivano dal mercato Europa: "Il crollo di marzo riflette ancora solo parzialmente l'impatto della crisi, e il mese di aprile si annuncia quindi senz'altro peggiore.

Stabilimenti Ferrari

È difficile fare previsioni per l'intero anno, ma secondo alcuni centri studi nel 2020 il mercato auto Europeo potrebbe contrarsi sino al -30%, una caduta mai sperimentata in passato".

La durata del lockdown è la variabile più critica

Molto dipenderà ovviamente dalla durata del lockdown che ad esempio in Italia è iniziato l'11 marzo su tutto il territorio nazionale e che negli altri paesi citati è diventato operativo alcuni giorni o settimane dopo di noi. Al momento non è possibile prevedere date esatte per l'allentamento dei decreti che limitano gli spostamenti e chiudono le attività produttive, ma già si possono calcolare i danni al settore auto per l'intero 2020.

L'Unrae riporta le stime delle rispettive associazioni di categoria che prevedono un -25% nel Regno Unito, un -20% in Francia e un crollo italiano compreso fra il -32% e il -46%.

I numeri dell'industria dell'auto in Europa

Investimenti in ricerca e sviluppo 60 miliardi di euro l'anno
Surplus commerciale 85 miliardi di euro l'anno
Lavoratori diretti e indiretti 14 milioni
Lavoratori nella produzione 2,6 milioni
Lavoratori nella produzione coinvolti dalle chiusure 1,1 milioni
Stabilimenti di produzione e assemblaggio chiusi 229

Sostegno immediato alle imprese

Oltre a spiegare come questa crisi da Coronavirus sia devastante per l'industria dell'auto che "rischia di finire presto in ginocchio per i flussi di cassa negativi", Cardinali esprime apprezzamento per le misure che il Governo italiano sta adottando per garantire liquidità alle aziende, chiedendo anche che

"tali misure siano rese immediatamente operative e facilmente utilizzabili".

Le proposte Unrae al governo

La richiesta dell'Unrae, rivolta alle istituzioni europee e nazionali, è di attivare "un sistema integrato di provvedimenti urgenti per rimettere in moto il mercato, non appena le condizioni sanitarie lo consentiranno, sotto un protocollo di sicurezza stringente".

Fotogallery: Coronavirus e crisi settore auto, le proposte Unrae

Fra questi ci sono le proposte fatte dall'Unrae al Governo che puntano a "sostenere la domanda stimolando lo svecchiamento del parco, nel rispetto degli obiettivi europei sulle emissioni di CO2, e allineando agli standard europei la fiscalità sull'auto aziendale".