Inventato in Corea e ispirato al Drive Through dei fast food, si sta diffondendo anche da noi per i test Covid-19. Ecco come funziona

Il test del tampone per diagnosticare il Covid-19 è uno degli argomenti più dibattuti del momento. C'è chi sostiene che in alcune regioni se ne facciano pochi, in altre troppi e comunque molti italiani che hanno il timore di aver contratto il virus lamentano di non avere accesso al test.

Col passare delle settimane dall’inizio di questa pandemia la situazione si sta lentamente chiarendo. Il Sistema Sanitario Nazionale sta cercando di affinare i processi per aumentare il numero di test e un’aiuto in questo senso viene dall’automobile - in quanto strumento di mobilità - che ha consentito di avviare in alcune regioni italiane il cosiddetto Tampone Drive Through. E noi l’abbiamo provato per voi a Roma.

Come al fast food

L’idea è nata in Corea sulla base di un ragionamento molto semplice: se l’auto ci consente di circolare isolati e dunque protetti gli uni dagli altri, perchè non sfruttarla per fare anche un test diagnostico abbassando semplicemente il finestrino?

Il principio è esattamente lo stesso dei Drive Through dei fast food americani (il McDrive tanto per citare il più famoso) e consente di velocizzare il processo e di garantire la massima sicurezza per tutte le persone coinvolte. Operatori sanitari in primis. Nel nostro video registrato presso l’ASL Roma 1, potrete vedere l’iter completo per il quale abbiamo misurato una durata effettiva di 7 minuti.

La prova del Tampone Coronavirus Drive Through

Un test su appuntamento

Alla base dell’efficienza del processo c’è la regola che il tampone si può fare solo su appuntamento. La definizione dell’orario limita per ovvie ragioni i tempi di attesa, fermo restando che l’organizzazione del servizio può variare in base all‘ASL. Quello che però dev’essere chiaro è che il tampone non lo possono fare tutti e allo stesso tempo che l’analisi non si può richiedere privatamente a pagamento. Ad oggi bisogna passare per il Sistema Sanitario Nazionale che prevede un iter specifico.

Il presupposto è che non è materialmente possibile fare i tamponi a tutti coloro che ne fanno richiesta (c’è un problema di ingolfamento dei laboratori di analisi, ma anche di disponibilità di materie prime e cioè dei reagenti). Inoltre l’analisi non è affidabile al 100% e dunque viene autorizzata solo in condizioni particolari disciplinate dal Ministero della Salute.

La prova del Tampone Coronavirus Drive Through

In linea generale viene distinto il sospetto Covid e il Contatto stretto con Covid positivo. Il primo è una persona con dei sintomi influenzali compatibili con il Covid-19 per il quale il medico di famiglia ritiene necessario effettuare l’esame e segnala di conseguenza il caso alla ASL di competenza. Quest’ultima effettuerà a sua volta una valutazione per autorizzare o meno il test o ancora, attivare i cosiddetto monitoraggio domiciliare.

Il cosiddetto contatto stretto è invece una persona che ha avuto un contatto diretto con una persona comprovata positiva al Covid. Solitamente è la stessa ASL che vi risale contattando la persona dopo la ricostruzione della catena del contagio, ma la segnalazione può partire anche dalla persona che sa di esser entrata in contatto con una persona malata. Sarà in ogni caso l’ASL a prendere la decisione.

La prova del Tampone Coronavirus Drive Through

Priorità al personale sanitario

Fin qui la teoria che nella pratica può variare molto da regione a regione. E poi c’è una recente circolare ministeriale che obbliga le ASL a dare la priorità al personale sanitario e ai pazienti ospedalizzati con sintomi importanti.

Per tutti gli altri, in caso di sintomi e a prescindere del tampone, vale la regola dell’autoisolamento e quella di richiedere l’intervento del 112 in caso di comparsa di difficoltà respiratorie. Per saperne di più vi consigliamo di telefonare al numero verde Covid istituito dalla propria regione di residenza oppure al numero unico nazionale 1500.

Un futuro molto “in auto”

Tornando in campo automobilistico, quest’esperienza ci fornisce interessanti spunti di riflessione su come l’automobile tornerà centrale nella “nuova normaleità che ci aspetta al termine del lockdown.

Il distanziamento sociale che dovremo rispettare per mesi, infatti, favorirà l’utilizzo dell’auto non solo come mezzo di trasporto ma anche come strumento di protezione per accedere a servizi per i quali prima saremmo scesi (volentieri) dalla macchina. La prospettiva non è bellissima, anche se si è appassionati di auto, ma conviene cominciare ad abituarsi all’idea. Sperando che tutto questo duri il meno possibile.

Fotogallery: La prova del Tampone Coronavirus Drive Through