Ecco i primi pesanti effetti del lockdown sulle immatricolazioni. L’Italia è la più colpita

Alla fine la prima grande "mazzata" sul mercato europeo dell’auto è arrivata e i danni dell’emergenza Coronavirus si fanno sentire nei dati di vendita a marzo 2020: -51,8%.

La cosa che fa ancora più impressione è che questo crollo delle immatricolazioni è dovuto ad una fase di blocco del settore auto, il lockdown, che ha avuto inizio a livello europeo solo nella seconda metà di marzo. Facile quindi immaginare che i dati di aprile 2020 saranno ancora peggiori, visto il fermo generalizzato a livello continentale.

Vendite dimezzate

Il dimezzamento delle vendite auto in Europa risulta ancora più chiaro con i numeri: 853.077 auto immatricolate a marzo 2020 contro 1.771.030 di marzo 2019 (dati EU + EFTA + UK).

La chiusura delle concessionarie, più che degli stabilimenti produttivi, ha fatto quindi il grosso del danno al settore auto che segna un calo record nelle vendite. Si tratta di un crollo previsto, ad esempio da Unrae sulla base di dati parziali, ma resta comunque impressionante.

Italia tristemente prima

Andando a vedere i singoli mercati abbiamo la conferma che l’Italia è il paese che in Europa ha patito di più l'inizio della crisi da Covid-19, con il suo ‐85,4%, ma che gli altri grandi dell’auto europea non stanno molto meglio. Al -72.2% della Francia si somma infatti il meno vistoso ‐37,7% della Germania che resta ancora prima nel Vecchio Continente, ma anche il pesante ‐69,3% della Spagna e il ‐44,4% del Regno Unito.

L'unico paese a mostrare solo lievi segni di decrescita è la Svezia che a quota -8,6% è fra le migliori d'Europa, ma non ha adottato alcun tipo di lockdown nazionale. Curioso è poi il caso della Finlandia che, pur con piccoli numeri, resta praticamente invariata al -0,9%.

FCA in sofferenza

A livello di gruppi e marchi le immatricolazioni di marzo 2020 (EU + EFTA + UK) mostrano una forte sofferenza di FCA al -74,4%, soprattutto a causa dei brand più venduti, Fiat (-73,0%) e Jeep (-74,5%); invece Lancia, che dipende interamente dal mercato italiano, è praticamente "a secco", al ‐91,5% e diventa il marchio più in picchiata in Europa.

I gruppi francesi non fanno molto meglio, come dimostrano il ‐66,9% di PSA e il ‐63,7% di Renault. Pesanti anche i cali di Ford (‐60,9%) e Mazda (‐62,6%). Fra i grandi gruppi quelli che registrano i cali minori ci sono Volvo al -35,4% (la meno colpita), Toyota al ‐36,2%, BMW col ‐39,7% e Daimler con ‐40,6%. Anche la capofila del mercato europeo, il gruppo Volkswagen, quasi dimezza le vendite col suo ‐43,6%.