I “pensieri da quarantena” del collaudatore di hypercar che non vede l’ora di ricominciare a lavorare (per tornare a guidare)

Immaginate che guidando per lavoro siete costretti a fare tantissimi chilometri, senza fermarvi mai, a prescindere dalle condizioni climatiche. E magari dovete dormire fuori per diversi giorni perchè siete sempre lontani da casa. Per tanti questo è uno scenario da incubo. Per altri (pochi) un sogno. Succede a quegli appassionati di auto che hanno la fortuna di fare il mestiere del collaudatore. E succede a maggior ragione quando questo mestiere lo si fa ad altissimo livello, come nel caso di Loris Bicocchi.

Loris è un amico di vecchia data e incontrarlo è sempre un piacere. Quello che non ci è mai capitato  però è... rintracciarlo a casa sua, dov’è obbligato - come tutti - ad una quarantena forzata. Se già ci sentiamo prigionieri noi, figuriamoci una persona che è abituata a girare il mondo sfrecciando con auto che superano i 400 km/h (leggi Bugatti).

Abbiamo approfittato di questa condizione di comune staticità per parlare delle emozioni che genera la guida di una supercar, allargando il discorso ad alcune considerazioni sulle auto moderne dove, secondo Loris, c’è “un’elettronica esagerata”. E se siete d’accordo con lui non dovete far altro che fare play su questa video intervista...

P.S ci scusiamo per la qualità approssimativa di immagini ed inquadrature