Prezzi al barile sotto zero: la capacità di stoccaggio è quasi finita e nessuno è disposto a prendere in consegna il greggio di maggio

Per la prima volta nella storia il prezzo il petrolio Wti è andato sotto zero raggiungendo quota -37,63 dollari al barile a causa del crollo dei consumi legato all'immobilismo portato dal Coronavirus, dalla produzione elevata e dalla conseguente capacità di stoccaggio in esaurimento.

"Lo shock petrolifero, con il future di maggio che si chiude in negativo a 37 dollari, è stato un chiaro avvertimento per i naviganti. I manganelli della Fed stanno distorcendo molti mercati e dando un falso senso di sicurezza, ma in questo mercato dove la loro mano non arriva, la gravità della crisi che ci circonda è stata vista in tutta la sua evidenza. Un mercato importante come quello del petrolio è rotto a livello mondiale dalla mancanza di domanda di fronte alla crisi", dice José Luis Cárpatos, CEO di Serenity Markets.

Nella notte un leggero rialzo

Il prezzo del petrolio Wti (West Texas Intermediate, petrolio estratto in Texas, Louisiana e Nord Dakota. È diverso dal Brent europeo estratto nel Mare del Nord e che ha mantenuto quotazioni basse ma stabili) è andato giù ieri a causa delle bassissime richieste di greggio nelle ultime settimane. Dagli USA, le agenzie di comunicazione parlano del centro principale di stoccaggio in Oklahoma che avrebbe raggiunto la capacità massima, con le compagnie che non saprebbero più dove mettere il greggio e sarebbero disposte a pagare pur di non doverlo stoccare.

Il motivo del crollo dipende dalla scadenza, fissata a ieri, dei contratti per maggio, con le compagnie che sono impossibilitate a prendere in consegna in petrolio ordinato a causa dei centri di stoccaggio pieni di barili in giacenza. Con l'inizio dei contratti per giugno, questa notte c'è stato un piccolo rialzo del prezzo del petrolio che è tornato positivo intorno ai 2 dollari al barile, mentre quello con consegna a giugno vale 22 dollari.

Prezzi stabili alla pompa

Intanto, ancora non si vedono i riflessi sui prezzi alla pompa che non stanno scendendo e rimangono stabili. In base all'elaborazione di Quotidiano Energia dei dati comunicati dai gestori all’Osservaprezzi carburanti del Mise, il prezzo medio nazionale praticato in modalità self della benzina è di 1,423 euro al litro (le compagnie si tengono tra 1,413 e 1,441 euro/litro con le pompe no logo a 1,417). Il prezzo medio praticato del diesel self invece è di 1,313 euro/litro (le compagnie si tengono tra 1,308 e 1,330 euro/litro con le pompe no logo a 1,306).

Per quanto riguarda il servito, per la benzina il prezzo medio praticato è di 1,578 euro/litro (le compagnie si tengono tra 1,536 e 1,642 euro/litro con le pompe no logo a 1,475). Per il diesel la media è di 1,470 euro/litro (le compagnie si tengono tra 1,432 e 1,536 euro/litro con le pompe no logo a 1,365).

Prezzi benzina, il petrolio affonda ma alla pompa cambia poco (per ora)

È bene chiarire che un prezzo al barile inferiore a zero non significa che le compagnie pagheranno gli automobilisti per andare a fare benzina. I valori infatti si riferiscono non a tutto il petrolio in generale, ma "ad alcune specifiche qualità in zone dove l'eccesso di offerta è diventato ingestibile" come riporta il Sole 24 Ore.