I piloti sono “impazienti” per definizione. Figuriamoci durante un lockdown. Ecco cosa ci ha raccontato il driver di Alfa Romeo Racing

La nostalgia di guidare è una questione di punti di vista. C’è chi si accontenta di una strada qualsiasi, chi non vede l’ora di affrontare un misto di belle curve guidando un’auto più o meno speciale e poi ci sono i piloti, che pensano sono ad una cosa: tornare a correre in pista.

A maggior ragione se l’auto da pilotare è una monoposto di Formula 1 come l’Alfa di Antonio Giovinazzi.

Abbiamo incontrato virtualmente il giovanissimo (e italianissimo) Driver di Alfa Romeo Racing in collegamento da Montecarlo, dov’è obbligato come noi tutti ad un lockdown domestico. Che per un pilota è ovviamente scandito da attività fisica quotidiana e ore di allenamento al simulatore per non perdere ritmo e riflessi. Ma da buon italiano (pugliese peraltro) questo non gli ha impedito di imparare a fare la pizza fatta in casa.

Ma Antonio guarda soprattutto al suo futuro con l’ambizione dichiarata di alzare l’asticella dei risultati personali per arrivare quanto prima a vincere un GP. E non appena ciò accadrà c’è da scommettere che Alfa Romeo esaudirà la sua richiesta di sostituzione dell’auto aziendale.

Per la cronaca il suo obiettivo è Passare da una Giulia Quadrifoglio ad una Giulia GTAm che peraltro Antonio, insieme a Kimi Räikkönen, ha contribuito a sviluppare!